Nel mirino di Cosa Nostra anche il Sindaco di Castelvetrano
esti murales, io lo conoscevo da ragazzo, che lui e tutti i suoi amici fidati eh, ed abbiamo visto la fine che hanno fatto, quello si è impiccato, quello ha l’ergastolo. Tutti amici fidati che gironzolavano paese paese, tutti che eh, eh’”.
Gianni Pompeo viene assimilato ad Antonio Vaccarino, ex sindaco di Castelvetrano, protagonista di una corrispondenza con Matteo Messina Denaro, sotto lo pseudonimo di “Svetonio” pubblicata nel maggio 2008 dal periodico “S”. Ne parla anche Caprara: “…ieri sera quello… Vaccarino … si tranquillo girava… mi hanno detto che è scortato… e allora siccome quello (Matteo Messina Denaro, ndr) è furbo lo lo ha capito, dice tu a me mi hai tradito, è giusto, Svetonio, quello che ha scritto, Matteo , ha fatto pubblicare le lettere, non l’hai capito, lui le ha fatte pubblicare, adesso ti sputtano io quello che sei tu, e non solo, faccio sapere ai servizi segreti che io lo so cosa sei tu, hai capito o no”. Infine il macabro annuncio: “Quello va in giro e non si capisce, stanno facendo confusione, comunque è un morto che cammina… un morto che cammina, ne sono convinto, lui e Gianni pure adesso…”.
Le lettere di Svetonio. La pubblicazione della corrispondenza fra il superlatitante e l’ex sindaco di Castelvetrano, Antonio Vaccarino, che sarebbe stato assoldato dal Sisde per la cattura di Messina Denaro, aveva portato a un avvertimento da parte di Cosa nostra. E’ una lettera recapitata tramite posta a Vaccarino e firmata “M. Messina Denaro”. La missiva recitava:
“…ha buttato la sua famiglia in un inferno … la sua illustre persona fa già parte del mio testamento … in mia mancanza verrà qualcuno a riscuotere il credito che ho nei suoi confronti …”
Giovanni Craparotta, già nell’aprile del 2008, aveva subodorato che Vaccarino, chiamato “il professore” facesse il doppio gioco. “Gli ho detto prima a Maurizio, gli ho detto, devi dire a Cachè il quale mi diceva, ‘no il professore no, impossibile Giovanni, non ci credo…’” diceva alla moglie e al figlio. E quando Craparotta si è allontanato, in auto sono rimasti la moglie e il figlio. La prima, probabilmente consapevole di essere intercettata, impartisce lezioni di legalità al figlio, consigliandogli di tenersi lontano da Salvatore Messina Denaro. Ma il giovane non ha capito e candidamente ha risposto: “Ma papà pure amico di Matteo fù!”. A quel punto la donna chiudeva brusamente il discorso: “… non devi parlare con nessuno di queste cose, lo sai vero?”.
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