Ballottaggio a Campobello: Caravà rimane da solo, il Terzo polo si spacca
Mimmo Accardi, Giuseppe Castiglione (già indicati al primo turno), Bartolomeo Accardo e Maria Tripoli.
Daniele Mangiaracina (Alleanza X la Sicilia, Sicilia Vera, Forza Campobello, Mangiaracina Sindaco):
Giovanni Lo Sciuto, Dina La Varvera, Vincenzo Cuttone e Giuseppe Stallone. Esce, quindi, di scena Cateno De Luca che era stato indicato a primo turno.
In pratica tre dei cinque esclusi al primo turno hanno scelto di appoggiare Mangiaracina in cambio di un posto in Giunta (Cuttone, La Varvera e Stallone).
Conti alla mano, sommando i voti che Caravà e Mangiaracina hanno ottenuto al primo turno con gli apparentamenti, il risultato sembrerebbe a favore di quest'ultimo: 3.298 voti contro i 3.031 di Caravà.
Gli schieramenti sono quasi allineati, bisogna riuscire a intercettare i 610 voti di Alfonso Tumbarello (Il Popolo della Libertà, Berlusconi Presidente) e l'ottimo risultato di Gianvito Greco, 1.141 voti (Gianvito Greco Sindaco, Uniti per Cambiare, Sinistra Ecologia Libertà). Se Greco avesse appoggiato Caravà, il risultato del ballottaggio sarebbe stato scontato, tuttavia Greco ha sempre dichiarato che, in caso di sconfitta, non avrebbe sostenuto candidato. Anzi, ha suggerito ai sui elettori di disertate le urne...
Se a sinistra fanno discutere i "non apparentamenti", a destra la scelta di Dina La Varvera non è stata gradita dal Terzo polo. Sabato pomeriggio Gianni Pompeo, presidente provinciale dell'Udc, ha liquidato la scelta di La Varvera: “Apprendo dalla stampa questa notizia, poiché non sono stato consultato e non ho dato alcun avallo all’operazione in questione. Ritengo che questa avvenga nell’alveo della conoscenza personale, e non certo su indicazione del mio partito - afferma Pompeo- con questi presupposti non posso certamente dare indicazioni di voto agli elettori campobellesi dell’Udc che quindi saranno liberi di votare secondo la propria coscienza".
La Varvera ha replicato dicendo di aver agito "sulla base del consenso ricevuto (6%) e sulla consapevolezza che la politica non può esimersi dal portare sempre e comunque avanti il bene per l’intera collettività".
Per ora l'unico dato certo è che l'unione tra Ucd, Fli e Pli, in provincia di Trapani, ha fallito gli scopi previsti, e ad ammetterlo è lo stesso Pompeo: "Il nascente nuovo polo si è frammentato su più candidature dimostrando che molto lavoro dovrà ancora essere fatto perché si possano raggiungere risultati elettorali soddisfacenti.”
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