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09/09/2011 04:14:48

Il Nord contro Trapani: “Rubano ai nostri Comuni i soldi per l’aeroporto di Birgi”

L’osso consiste nel pacchetto da 10 milioni di euro - promessi ormai da qualche mese e non ancora arrivati - come risarcimento dei danni subiti dalla provincia di Trapani per l’utilizzo dell’aeroporto Vincenzo Florio dalle forze Nato per le operazioni militari in Libia. La guerra in Libia - che ormai sembra non aver più bisogno dei nostri aerei che però continuano a decollare per il nord Africa - ha praticamente mandato all’aria la stagione estiva in provincia di Trapani per le tantissime prenotazioni cancellate. Senza contare lo sforzo fatto per accogliere i tanti profughi fuggiti dal nord Africa. Quindi 10 milioni sacrosanti, a titolo di risarcimento, annunciati da Antonio D’Alì.
E da dove verrebbero questi 10 milioni di euro? In pratica vengono tolti alle altre città aeroportuali italiane, ricavati dalla tassa aeroportuale, un euro,  che ogni passeggero in partenza da uno scalo italiano paga al momento dell’acquisto del biglietto e che poi va a finire ai comuni che prestano servizi, aree e beni all’aeroporto vicino. Mario Aspesi, sindaco di Cardano al Campo e presidente dell'Ancai (Associazione nazionale comuni aeroportuali italiani) ha avuto conferma del fatto che i sette Comuni del sedime di Malpensa (Ferno, Cardano, Casorate Sempione, Lonate Pozzolo, Samarate, Somma Lombardo e Vizzola Ticino), non riceveranno la seconda tranche dell'addizionale della tassa di imbarco del 2010, che tutte le municipalità avevano già conteggiato nei bilanci del 2011.
Il tutto è messo nero su bianco nella legge 130 del 2 agosto scorso, in cui, all’articolo 4 bis, si legge che la tassa d'imbarco fino ad una quota massima di 10 milioni di euro «…è destinata all'adozione di misure di sostegno e di rilancio dei settori dell'economia delle province interessate da ingenti danni a seguito delle limitazioni imposte dalle attività operative militari ex Risoluzione ONU n. 1973 che hanno inciso sulla operatività degli scali aeroportuali civili». E visto che l’unica provincia che ha “prestato” l’aeroporto alle operazioni belliche è Trapani, questi soldi non verrebbero divisi con altre province, come ha sostenuto invece il capogruppo Udc all’Ars Giulia Adamo. E il contributo verrebbe dato da tutti i comuni aeroportuali d’Italia, non solo quelli del Nord.
Però sono i sindaci delle città aeroportuali del nord Italia ad alzare la voce. Sono soprattutto i primi cittadini dei paesi limitrofi allo scalo di Malpensa a protestare, anche in maniera eclatante.  Come il sindaco di Ferno, Mauro Cerruti: «mi incatenerò all'entrata del Comune per protestare contro il mancato gettito dell'addizionale comunale sui diritti di imbarco, soldi messi dai cittadini che prendono un aereo e che lo Stato ci deve, ma non ci vuole dare. Mi hanno rubato i soldi». Poi c’è il leghista Guido Colombo, sindaco di Somma Lombardo, che vuole organizzare una manifestazione a Malpensa per rispondere a quanto deciso dal Governo ‹‹che ancora non ha capito le ragioni di questo territorio». Se poi, oltre al fattore prettamente economico, mettiamo anche quello geografico, il trasferimento ad una provincia del Sud accende ancora di più gli animi della base leghista, sempre più in contrasto con le politiche del governo nazionale di cui fa parte. Malumori che Marco Reguzzoni, capogruppo leghista alla Camera, ha portato al governo con un'interrogazione parlamentare ai ministri Tremonti, economia, e Matteoli, trasporti. E classico è stato il commento ‹‹ritengo che non possa essere sempre il nord a pagare per tutti››.
Dal canto suo, a tutto ciò, il presidente del Consiglio provinciale, Giuseppe Poma, risponde con una nota inviata alle istituzioni interessate. ‹‹E’ con profonda indignazione, - scrive Poma nella sua nota -  ma anche con tantissima delusione (umana ed istituzionale), soprattutto nei confronti del capogruppo della Lega Nord alla Camera e dei Sindaci e delle Amministrazioni di vari Comuni dell’hinterland milanese autori, rispettivamente, dell’interrogazione parlamentare e delle eclatanti forme di protesta finalizzate a bloccare i fondi già stanziati dal Governo a favore dell’aeroporto civile di Trapani-Birgi, che questa Presidenza, a nome e per conto di tutte le forze politiche (nessuna esclusa) presenti in Consiglio Provinciale, con la presente intende rappresentare tutta la protesta non solo dello scrivente e dello stesso Consiglio ma anche degli operatori, di tutti i lavoratori, di tutte le persone che traggono sostentamento dall’attività svolta nel settore turistico (settore portante della complessiva economia trapanese) nonché dell’intera popolazione della provincia di Trapani››. Pertanto Poma ha chiesto ‹‹la piena conferma del già previsto stanziamento di fondi a ristoro degli ingenti danni economici che hanno quasi del tutto affossato l’attività e, in particolare, la crescita dello scalo aeroportuale di Birgi››
Fatto sta che qualcosa forse s’è inceppato a metà strada. I sindaci leghisti dicono di non aver ricevuto i soldi delle addizionali perché sono stati dirottati a Trapani. Qui, però, dei fondi ancora nemmeno l’ombra.

Francesco Appari