Caro Direttore,
alle logorroiche repliche e alle querele di Nino Ippolito sono ormai abituato da anni.
Sono diventato la sua ossessione. Segno di inconsce frustrazioni? Non so.
Perché sa che qualche libro sulla fisiognomica l’ho letto? Forse.
Un giorno gli dissi di avere capito. E da quel momento sono diventato indispensabile per dare un senso alla sua esistenza. Infatti, non perde occasione per manifestarmi tutto il suo amabile interesse. Vorrebbero essere intimidazioni le sue. E invece mi spronano a proseguire il mio cammino.
Sapendo di occupare un postazione a carico del contribuente, continua ad attaccarmi gradevolmente e con garbo anche sul piano personale e aggredendo persino i miei familiari.
Mi chiedo e chiedo: ma cosa c’entra l’attività professionale di un figlio?
Un libero professionista che offre la propria opera all’Ente comune deve mettersi il bavaglio?
O inchinarsi per ottenere il dovuto? E che c’entrava l’accenno a mia moglie su una sua pregressa militanza nel PDS? Oggi mi rinfaccia addirittura il mio impegno politico del passato in Primavera Siciliana e con Un’Altra Storia di Rita Borsellino! Avrebbe voluto impedirmi pure questo? Avrei dovuto essere al seguito di Cuffaro, Giammarinaro e Romano?
Mi attribuisce cariche in Rifondazione Comunista che non ho. Non sono iscritto ad alcun partito. Ma se anche lo fossi? E i diritti politici garantiti a ciascun cittadino?
Suvvia! Il tutto mi sembra davvero ridicolo!
Ma andiamo all’articolo “incriminato”.
Capisco che alcuni passi dell’indagine “Salus Iniqua” gli abbiano procurato una certa inquietudine, ma non può pretendere che tutti si adeguino al metodo del copia/incolla, come usano fare alcuni compiacenti siti e fogli d’informazione (?).
Da quando in qua la propaganda ha la dignità di una notizia? Cosa che neanche la Pravda !
Sulla libertà di cronaca e di opinione si sono versati fiumi d’inchiostro e non mi sembra il caso di aggiungerne altro.
In questa sede, mi limiterò (visto che ad esso si fa riferimento) a riportare come “teste” a mio favore, quasi integralmente, l’articolo del quotidiano “La Sicilia”, firmato dalla corrispondente di Salemi Letizia Loiacono, che certamente una sovversiva “bolscevica” non è!
Ebbene, già nel Titolo del giornale “La Sicilia” di venerdì 7 ottobre così si poteva leggere:
“I cittadini partecipano in pochi alla fiaccolata e al convegno.
Sgarbi si candida ma è contestato”
Nel corpo dell’articolo i passi più significativi:
“Il lungo intervento di Vittorio Sgarbi, un fiume in piena nell'incontro pubblico organizzato per ripristinare la sua «Verità e Giustizia» sull'inchiesta «Salus Iniqua», non è bastato per smorzare le polemiche e l'ostilità palpabile dei cittadini.
Dopo un'accoglienza a suon di manifesti irriverenti che lo davano per scomparso dallo scorso agosto, durante l'incontro di ieri al Castello il critico d'arte è stato spesso interrotto da accese proteste.
Critiche legate anche alle esigenze del paese e non solo all'indagine in corso: dalla scarsa pulizia e manutenzione delle vie alle accuse di eccessiva distanza rispetto ai problemi quotidiani.
E fra l'annuncio sulla proposta di una candidatura alle prossime amministrative di Agrigento e la comunicazione sulla revoca dell'incarico comminata all'assessore Antonina Grillo, rea di avergli manifestato «l'insofferenza e il disagio della cittadina» nei suoi confronti e la «vicinanza del paese all'operato delle forze dell'ordine», i diverbi non sono mancati.
Più volte le parole del sindaco sono state sopraffatte dalle contestazioni di chi lo ascoltavae che ha sottolineato ad esempio il contrasto fra la necessità di usufruire della scorta e le affermazioni su una «mafia che non esiste più». A certificare le perplessità dei cittadini al termine dell'incontro anche la scarsa adesione alla fiaccolata promossa dal sindaco”.
A conferma, quindi, che sul piano politico la manifestazione voluta da Sgarbi si è rivelata un autentico fallimento. Collocato nelle retrovie di quella sala e avendo una postazione privilegiata per osservare una panoramica più completa dell’evento, posso assicurare che, tranne uno sparuto gruppo di fans che sostava al centro, la stragrande maggioranza dei presenti era ostile al punto tale da stupire anche il sottoscritto. Il dissenso, forse troppo a lungo represso, veniva manifestato con un linguaggio irriferibile. Forse perché veniva diffusa, tra l’altro, la notizia che la manifestazione era stata finanziata con 7000 Euro. Pensai ad una provocazione messa in giro da qualcuno dell’opposizione e non ne tenni conto nel servizio che inviai al giornale. Ripromettendomi di documentarmi. Cosa che feci nei giorni seguenti. Ho potuto così constatare che esiste una delibera di giunta, con esecutività immediata (la n.191 del 05.10.2011, stesso giorno della manifestazione), e che la cifra che mi era stata riferita era corretta. La spesa viene inserita nel capitolo delle attività “socio-culturali”. Non solo. Nello stesso giorno ho appreso che sono state approvate altre delibere di giunta che danno l’incarico ad un legale di fiducia per alcuni decreti ingiuntivi (una riguarda la sosietà Telesud) per prestazioni di servizio non pagati in quanto “ trattasi di acquisizioni in violazione di norme contabili per l’assenza di impegni finanziari per le effettuazioni delle spese”. Che, tradotto, significa che qualcuno dell’amministrazione ha dato incarichi alle ditte senza la necessaria copertura finanziaria. Di conseguenza “non può intercorrere il rapporto obbligatorio tra la società creditrice con il Comune, ma con gli amministratori che hanno ordinato la fornitura del servizio”. Il tutto, a quanto pare, per evitare l’ incremento di ulteriori debiti fuori bilancio.
Per tornare alla cronaca di quella famigerata serata credo, sembra ombra di dubbio, che essa abbia certificato non solo le “perplessità dei cittadini”, come la dice la giornalista de La Sicilia, ma la fine irreversibile dell’idillio tra il sindaco Vittorio Sgarbi e il popolo che lo ha votato.
Credo, caro Direttore Giacomo, che, assieme ai lettori che ci seguono, avrai ora un quadro più completo di come sono le cose nella realtà.
I cittadini di Salemi lo stanno sperimentando sulla loro pelle.
E del resto, è sufficiente chiedere in giro per la città per rendersene conto.
Una Giunta comunale sempre più invisa alla stragrande maggioranza della gente.
Basti pensare all’emergenza della tumulazione delle salme. Ben sette bare sostano da qualche settimana nella sala mortuaria. Non c’è più spazio, se dovessero arrivarne altre. Ebbene, da oltre un anno viene annunciata la realizzazione di 125 loculi. Già oggi peraltro ritenuti insufficienti. Ma fino ad oggi niente. Una vicenda emblematica che ci fa dire che tutto il resto è solo noiosa propaganda.
Con la stima di sempre.
Franco Lo Re