Videogiochi come cura dell’ambliopia
L’ambliopia, ovvero l’occhio pigro, non è una prerogativa dei bambini. Se non trattato adeguatamente, questo disturbo può trascinarsi anche nell’età adultae fino a poco tempo fa si riteneva fosse impossibile intervenire. Recentemente si è capito che una ginnastica oculare mirata potesse essere molto utile, ma una nuova ricerca scientifica, pubblicata in questi giorni su PLoS Biology ha individuato una nuova cura: giocare ai videogiochi ed in particolare, farlo per almeno 40 ore contribuisce in modo netto al recupero della visione tridimensionale.
I risultati a cui sono giunti i ricercatori della University of California di Berkeley, vanno ben oltre: questa terapia innovativa nell’adulto equivarrebbe a 120 ore di benda oculare nei bambini. Ma gli stessi specialisti avvertono: l’ambliopia non ammette il fai da te, soprattutto se si tenta con i videogiochi. Tutto va fatto e studiato con un medico curante oculista. Perplessità? Stavolta non troppo, ma io preferirei la benda ai videogiochi, o forse l’agopuntura per combattere l’ambliopia. Ottobre è anche il mese dedicato alla vista, approfittatene per una visita.
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