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26/12/2011 05:49:15

Scintille natalizie tra Sgarbi e Pompeo. E Salemi è priva di luminarie

 E così molte amministrazioni municipali hanno ritenuto per questo Natale di limitarsi nelle spese. Anche l’Amministrazione di Salemi. Ma non per scelta. Dovendo fare di necessità virtù, ha lasciato la città al “buio”. Mai successo, a memoria d’uomo. Le vie cittadine prive delle tradizionali luminarie e persino la piazza centrale disadorna e senza l’abete . Galeotti gli assestamenti di bilancio saltati in uno degli ultimi consigli comunali. Sarà, forse, questo il motivo che ha spinto Vittorio Sgarbi a innescare, a ridosso delle festività natalizie, l’ultima delle suebagarre mediatiche. Causa il sempiterno convitato di pietra Pino Giammarinaro. Dopo il Prefetto di Trapani, Marilisa Magno, ora è il turno del sindaco di Castelvetrano Gianni Pompeo. Reo quest’ultimo non solo di avere preso le distanze dall’attacco del sindaco di Salemi nei confronti dell’alto funzionario governativo,  ma di avere messo nero su bianco, in una sua missiva riservata, i sensi della sua “disapprovazione” per la “nota irriguardosa” che, appena qualche settimana fa,  Sgarbi inviò al Prefetto. In  quella occasione, come si ricorderà, il critico ferrarese, venendo meno al tradizionale senso di ospitalità con il quale si caratterizzano i di lui conterranei, declinò l’invito prefettizio comunicando di non potere partecipare alla  cerimonia di scambio degli auguri natalizi “perché impegnato alla Sagra del Culatello”. Disapprovazione che, all’antivigilia della nascita del Messia, ha fatto uscire fuori dai gangheri il sindaco di Salemi. Che, in una lettera infuocata, ma non al punto da sostituire l’illuminazione delle vie buie della cittadina normanna, pubblicata acriticamente dai soliti siti compiacenti, ha attaccato il collega castelvetranese affermando che Castelvetrano sarebbe inesistente agli occhi del mondo, “salvo che per la conclamata e continuamente pubblicizzata latitanza di Matteo Messina Denaro”.  Per poi rinfacciargli che “ le poche volte che l’ho incontrata, soprattutto in festini o convivi matrimoniali, ero sempre portato da lei dall’onorevole Pino Giammarinaro, che manifestava nei suoi confronti grande amicizia; il medesimo si manifestava pubblicamente come suo alleato politico nell’area comune dell’Udc in stretto contatto con l’onorevole Francesco Saverio Romano. Mi sembra quindi doveroso – continua Sgarbi - inviare copia di questa mia lettera allo stesso Prefetto, che lei sostiene ammira, perché non manchi di inviare al Comune di Castelvetrano una «Commissione per l’accesso agli atti»,  per verificare una eventuale «regia occulta» o quelle infiltrazioni mafiose che hanno inteso ricercare a Salemi proprio in ragione dell’azione politica di Giammarinaro che io, come lei credo, ritengo legittima. Non riuscirei a capacitarmi, altrimenti, che una persona da lei tanto ammirata, come il Prefetto Magno – aggiunge il sindaco di Salemi - applichi due pesi e due misure alle città di Salemi e di Castelvetrano.  La replica di Gianni Pompeo e non si è fatta attendere. Precisando che “di essere intervenuto nella Sua polemica nei confronti del Prefetto, solo perché da Lei coinvolto in quanto destinatario, per conoscenza, di una nota  gravemente irriguardosa nei confronti della Istituzione Prefettizia. La superiore circostanza mi  ha costretto  a “mettere il naso” nella vicenda, di cui ho stigmatizzato, in forma riservata, esclusivamente l’aspetto formale, laddove Ella ha ritenuto, con dubbio gusto, di dare ad essa una pubblicità degna di miglior causa. Sono costretto a ricordarLe inoltre che Castelvetrano sarà certamente assente dalla sua vita - cosa di cui per altro non mi rammarico – ma spero non lo sia agli occhi del mondo per tutta una serie di ragioni che a Lei, uomo di cultura, certamente non sfuggono. Che Giammarinaro fosse componente, non già alleato politico dell’UDC trapanese, è circostanza nota, così come è altrettanto noto che io non ho mai partecipato a festini di alcun genere, salvo ad averLa inaspettatamente incontrata al matrimonio di mia figlia. Si appalesano ancora ulteriormente irriguardosi, nei confronti del Signor Prefetto, i consigli che Ella gratuitamente si permette di dispensarLe, giacché ritengo che la dott.ssa Magno conosca bene quali siano i suoi compiti e i suoi doveri, senza che ci sia bisogno che qualcuno glieli ricordi.”

Sin qui la polemica. Intanto Vittorio Sgarbi, fisicamente lontano dalla “sua” Città, ha invitato diciotto consiglieri comunali per il 28 dicembre. All’ordine del giorno dovrebbe esserci il ricompattamento della maggioranza bulgara che lo ha sostenuto fin ad oggi a corrente alternata, facendogli mancare mei momenti più cruciali i numeri necessari per l’approvazione dei provvedimenti più significativi. Ultimi dei quali proprio quegli assestamenti di bilancio che non gli hanno permesso di dare i contributi per la festa patronale e per l’Immacolata e ora per le luminarie natalizie.  Cosa che ha colpito profondamente il senso comune della gente.

 

Franco Lo Re