01/03/2012 05:58:54

Fallisce la ditta Celso di Castellmmare. Aspetta i fondi per le vittime del racket dal 2007

«Il 14 agosto 2007 - racconta Vincenzo Parisi, amministratore della ditta di cui è comproprietario con il fratello Girolamo - abbiamo subìto un attentato incendiario che ha distrutto 14 mezzi in massima parte dell’azienda Celso, che produceva calcestruzzo e in parte dell’attigua mia ditta individuale di movimento
terra. Tramite l’associazione Antiracket abbiamo avviato in Prefettura le pratiche per l’accesso ai fondi di solidarietà per le vittime della mafia che prevedono
l’erogazione delle somme entro 180 giorni. Noi attendiamo da 4 anni e mezzo e una settimana fa l’amministratore giudiziario ci ha dichiarati falliti. In attesa dei soldi, infatti, mi sono impegnato con le banche e per fare andare avanti l’attività ho contratto debiti per 500 mila euro, la somma che ci avrebbero dovuto
risarcire».
«Va rilevato - hanno detto Sebastiano Vilardi e Diego Ponzo presidenti dell’associazione Antiracket di Alcamo e Castellammare - che i Parisi hanno a suo tempo denunciato una richiesta estorsiva e una ditta che non ha più voluto una loro fornitura facendo scattare degli arresti. La ditta denunciata fu condannata dal gip per associazione mafiosa. La Prefettura  ha, per noi, responsabilità oggettive nella mancata concessione dei fondi».
Vincenzo Lucchese, ex presidente dell’associazione Antiracket di Alcamo, ha chiesto la nomina di una «Commissione super partes che esamini la pratica della ditta Celso e dica se si poteva evadere prima o se vi sono problemi ostativi e quali»
 



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