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15/04/2012 08:09:30

"Liberi tutti", di Pietro Grasso, il racconto della mafia tra riti e annedoti

Già nel 2001 con il libro intervista di Saverio Lodato, «La mafia invisibile, la nuova strategia di Cosa nostra», Pietro Grasso, all'epoca capo della procura a Palermo, si sforzava di spiegare la camaleontica capacità criminale della mafia. Oggi Pietro Grasso torna su questo filone educativo-informativo con «Liberi Tutti. Lettera a un ragazzo che non vuole morire di mafia» (Sperling&Kupfer, pag. 225, euro 15,00). Il procuratore nazionale antimafia fa spesso ricorso agli aneddoti per spiegare ai giovani il fenomeno mafioso. Racconta le origini e gli sviluppi della mafia, i riti, le parole d'ordine. Lo fa riportando quello che a lui stesso hanno spiegato sia i pentiti sia uomini simbolo come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vissuti sapendo che ogni giorno si sarebbero confrontati con la morte: «Giovanni - diceva spesso Borsellino a Falcone - finché sei vivo tu io sto tranquillo, perché se decidono di farlo, prima tocca a te». Grasso ricostruisce, seppur a volo d'uccello, anche la trattativa. «Borsellino era stato messo al corrente dei contatti dei carabinieri con Vito Ciancimino -, spiega, aggiungendo che le stragi di Capaci e via d'Amelio rispondono a una triplice logica». La vendetta - per i boss condannati con il maxiprocesso -, la prevenzione per il timore che venissero riprese le indagini su connubi fra imprenditoria, politica e mafia e l'eversione, per «evitare che dopo Tangentopoli si potessero innescare mutamenti radicali della politica italiana». Una nota critica per la Chiesa: è vero, contro la mafia in passato ci sono state le denunce del cardinale Pappalardo e il «folgorante anatema di Giovanni Paolo II e l''ultimo documento della Cei afferma che la mafia è struttura di peccato inconciliabile con la fede», ma secondo Grasso ci sono ancora troppe omertà nella Chiesa siciliana. Il filo rosso è un invito ai giovani a combattere la mafia soprattutto sotto l'aspetto culturale: «La legalità è la forza dei deboli, è il baluardo che possiamo opporre ai soprusi, alla sopraffazione, alla prevaricazione, alla curruzione», insomma alla mafia e non solo. Un'utopia? «Può darsi ma agli scettici voglio ricordare che sono le utopie che fanno la storia».



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