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06/06/2012 03:59:11

DR Motor in difficoltà, poche speranze per Termini Imerese

DR Motor chiede tempo - Massimo Di Risio sta cercando di trovare un investitore che possa mettere sul tavolo i 15 milioni di euro necessari, prima a rimpinguare le casse della casa molisana, e poi a poter accedere al finanziamento per lo stabilimento siciliano. Un domanda è d’obbligo in questi casi; ma Governo, Regione e Sindacati, prima di firmare l’accordo con DR Motor, non potevano verificarne la  solidità economica? A Macchia D’Isernia, inoltre, molti dipendenti aspettano lo stipendio anche da oltre sei mesi, e 80 sono stati messi in cassa integrazione a fine marzo.

A Termini Imerese da tempo si cerca una soluzione per i quasi duemila operai, mille diretti e altrettanti nell’indotto. A questo punto la scelta di DR Motor sembra naufragare, anche se c’è ancora una speranza fino al 20 giugno, data ultima concessa dal Ministro Passera, in cui il patron della DR dovrà comunicare il nome della società pronta ad entrare nel capitale sociale. Se così non sarà, il Governo e la Regione Sicilia saranno liberi di cercare altre soluzioni. Al momento i lavoratori rimangono in cassa integrazione. Il Governo ha firmato un documento in cui si impegna a emanare al più presto il decreto per i 640 esodati da accompagnare alla pensione, e a trovare una soluzione per garantire l'erogazione del secondo anno di cassa integrazione per i lavoratori ex Fiat e per quelli dell'indotto.

Il Presidente della Regione Raffaele Lombardo, che in questi mesi ha avuto altro a cui pensare, per via delle vicende giudiziarie che lo vedono protagonista, dice che una soluzione con DR va trovata al più presto, altrimenti si cercherà altro. Fiat ha annunciato la dismissione dell’impianto tre anni fa, il Governo e la Regione Sicilia hanno cercato alternative, ma con poco successo e soprattutto con poca chiarezza. Si è cercato di mettere dentro allo stabilimento un po’ di tutto. Dalle auto, ai fiori, dalle protesi mediche, agli studios cinematografici.

"Quali soluzioni per Termini Imerese" - Doveva diventare un polo di eccellenza delle auto elettriche, senonchè il finanziere siciliano Simone Cimino, che cullava il progetto di subentrare nello stabilimento magari in tandem con un partner industriale indiano, è stato arrestato per aggiotaggio. Il punto interrogativo riguarda tutti, non solo i lavoratori, ma anche il futuro di tutta l’area industriale. Negli ultimi giorni ci sono state altre indiscrezioni che volevano Volkswagen e Hyundai interessate a produrre in Sicilia, ma più che altro, queste rimangono ipotesi abbastanza fantasiose. E’ improbabile, infatti, che un costruttore come la Fiat lascia per le difficili condizioni economiche, e poi ne arrivi un altro che dimostri invece il contrario. La questione di Termini Imerese, sembra avere tutti i canoni della classica storia all’italiana legata al lavoro, dove c’è tutta la sensazione che non si voglia risolvere un bel nulla, a discapito di quei lavoratori e delle loro famiglie che stanno perdendo ogni speranza per il futuro.

Carlo Rallo