Analizziamo cosa possono attualmente fare le forze dell’ordine per contrastare questo fenomeno:
il problema di fondo che determina l’impossibilità della legge di punire veramente chi cerca di estorcere denaro a chi ha appena parcheggiato la propria auto, sta nella legge stessa.
Attualmente le forze dell’ordine possono soltanto limitarsi a fare un verbale al parcheggiatore che viene appurato nel ricevere il “compenso”.
Ogni squadra di vigili urbani, giornalmente, fa 1-2 verbali per turno, le cui relative multe però non vengono mai pagate, poiché i posteggiatori risultano “nulla tenenti”.
E qui avviene il paradosso: per ogni verbale effettuato lo Stato paga le spese di notifica, quindi non solo i cittadini pagano il “pizzo” ma lo stato paga 12 euro per notificare ogni verbale.
L’ex comandante dei vigili urbani Menfi ha condotto una grande lotta contro questo fenomeno, che però non ha portato nessun risultato concreto, visto il limite imposto dalla legge.
A tal proposito era stata perfino instituita una squadra in borghese: negli scorsi mesi i verbali sono stati numerosi ma, dopo le prime multe, i parcheggiatori sapevano ormai riconoscere i vigili in borghese, evitando quindi di farsi beccare.
Una possibile soluzione per debellare definitivamente il fenomeno potrebbe essere quella di mettere una pattuglia o un singolo vigile nelle piazze interessate, ma allo stesso tempo bisognerebbe preoccuparsi che i soggetti in questione, rimanendo senza lavoro, non cadano nel mondo della criminalità.
Tuttavia, non dimentichiamo che dovremmo essere noi cittadini, in primis, a impegnarci nel rifiuto di questo diffuso fenomeno mafioso.
Associazione Vivere Marsala