Dal distretto della pesca di Mazara due proposte per la pesca siciliana
Le sfide dello sviluppo locale in tempi di globalizzazione" al quale è stato dedicato il convegno tenutosi ieri a Palazzo Palagonia, a Palermo. L’incontro è stato promosso nell`ambito dell`XI Stage di Alta Formazione Politica di Filaga, quest`anno in programma a Palermo dal 26 agosto al 2 settembre 2012, organizzato dalla Lup, Libera Università della Politica, in collaborazione con il Cerisdi, l’Università di Palermo, Confindustria Sicilia, Rotary Distretto 2110 Sicilia - Malta e la Camera di Commercio.
Nel corso del suo intervento il presidente del Distretto ha avanzato due proposte operative per lo sviluppo dell’economia siciliana all’interno del sistema nazionale e della macroregione mediterranea.
La prima proposta avanzata da Tumbiolo riguarda l’istituzione di un Assessorato Regionale per le Politiche del Mare: “Abbiamo voltato le spalle al mare considerandolo quasi un problema, invece il mare è un’opportunità, un valore aggiunto soprattutto per una Regione, la Sicilia, interamente circondata dal mare e collocata in una posizione geo-politicamente strategica. La “Primavera araba” è per noi un’occasione che non possiamo farci sfuggire e la creazione di un Assessorato del Mare – ha aggiunto Tumbiolo - significherebbe ordinare e dare organicità alle molteplici materie legate alla risorsa mare: portualità, politica delle coste, autostrade del mare, risorse marine, archeologia subacquea, pesca, acquacoltura, e tutte quelle attività marinare connesse; in poche parole è necessaria la creazione di un unico “Governo del mare” quale fattore strategico di sviluppo.
La seconda proposta riguarda invece l’acquisizione, una volte per tutte, della consapevolezza del valore dei distretti industriali e produttivi. “Essi - ha sottolineato Tumbiolo - rappresentano una grande ricchezza per il territorio siciliano esprimendo le differenti vocazioni produttive, in particolare quelle agroalimentari. I distretti, ed il modello costituito dal sistema interdistrettuale, le cosiddette “reti d’impresa”, sono già un reale volano di sviluppo per l’Italia e di tenuta occupazionale e produttiva pur nell’attuale momento di crisi che attanaglia il sistema economico e sociale. La prospettiva è guardare, grazie alla nostra storia e geografia, alla creazione di un modello di “distretto mediterraneo”.
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