Bonanni: "La Sicilia sia la prima Regione ad abolire le province"
E’ quanto chiede il segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni da Palermo, dove si trova per partecipare a “investire sul sud, far crescere l’Italia”, la manifestazione sui temi del mezzogiorno organizzata dal sindacato nel capoluogo isolano.
“Se le aziende lavorano di più anche i lavoratori sono più impegnati – chiarisce – e tutti versano più tasse. In questo modo anche lo Stato incassa di più. Può sembrare un paradosso ma non lo è. Meno tasse significa più lavoro e ciò corrisponde anche a maggiori entrate per lo Stato”.
Bonanni ha poi affrontato uno dei grandi temi della campagna elettorale, ovvero l’Imu, l’imposta forse più invisa agli italiani. Per il segretario Cisl si tratta, però, di un male necessario ma occorre anche differenziare i patrimoni immobiliari da chi ha solo la casa in cui abita. ”Lo avevamo detto già in tempi non sospetti, non toccate l’Imu per chi ha una sola casa, perché chi ha solo una casa o è un lavoratore o è un pensionato e sicuramente non è ricco. Invece si e’ voluta fare la patrimoniale sui poveri. Se voleva scioccarci davvero Berlusconi avrebbe dovuto dire sono per l’abolizione dell’Imu per chi ha una sola casa”.
“C’è un dibattito troppo stantio – prosegue Bonanni -, si cercano a tutti i costi i colpi di scena che sono tutto il contrario di ciò che serve. Se vogliono davvero fare un colpo di scena la mia opinione è quella di annunciare di voler cambiare davvero l’assetto istituzionale amministrativo italiano che e’ la causa delle troppe tasse e della mancanza di sviluppo”.
“E poi – ha aggiunto – verificheremo anche se i partiti hanno imparato la lezione e se la vogliono smettere di usare le
istituzioni e le amministrazioni come i loro campi preferiti che possono gestire come vogliono”.
Le Provincie? “Noi siamo per l’abolizione delle Province – spiega Bonanni – e delle società carrozzoni create nei Comuni e pagate con le tasse dei cittadini“. Non è, sottolinea, un processo semplice ma “problematico perché ci sono vincoli costituzionali che bisogna rimuovere con la complessità che questo comporta”. Una complessità che pero’ in Sicilia non c’è perché “grazie allo Statuto speciale non si deve chiedere il permesso a nessuno per farle saltare”.
Abbiamo visto con preoccupazione l’astensionismo e quello siciliano è stato quello più congruo. E’ necessario che si vada a votare. Scellerato a chi punta a mantenere alta l’astensione”. Bonanni ha poi valutato positivamente le nuove forze politiche perché ”propongono di uscire dal bipolarismo. I problemi che abbiamo non si risolvono col vecchio assetto, bipolare. Ci vuole una riforma amministrativa istituzionale – ha concluso – abbiamo lanciato un manifesto a questo proposito e raccoglieremo le firme per fare un referendum popolare”.
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