Ummari, oggi una fiaccolata per Don Michele. Il giallo di un delitto ancora irrisolto
Oggi, alle 19, partirà dall'ingresso del borgo di Ummari una fiaccolata contro la violenza, per ricordare Don Michele. .
La fiaccolata voluta dai fedeli delle comunità parrocchiali di Fulgatore (dove don Michele era stato parroco per 43 anni) e di Ummari si concluderà nella piccola chiesa del borgo che verrà così riaperta. Dal giorno dell'omicidio, infatti, la chiesa è stata chiusa, e piantonata dai carabinieri, mentre i Ris di Messina hanno perlustrato la chiesa e la canonia da cima a fondo per cercare qualsiasi elemento utile per le indagini. In Procura non si esclude nessuna pista, anche se nulla, dal controllo dei conti bancari di Don Michele, all'esame dei suoi cellulari e dei suoi ultimi spostamenti, fa trapelare un possibile movente per un omicidio così efferato. In chiesa, oggi, si terrà una piccola commemorazione con testimonianze e canti e un momento di preghiera presieduto dall’arcivescovo Alessandro Plotti.
"Questa fiaccolata che vuole commemorare un fatto tragico coincide con il solstizio di primavera che apre alla rinascita della natura, all’incremento della luce: è quello che da Dio ci attendiamo in questa preghiera" afferma il vicario generale della Diocesi mons. Liborio Palmeri.
A fare la macabra scoperta dell'omicio fu un vicino allertato dai familiari del parroco che lo attendevano per il pranzo, a Calatafimi Segesta, suo paese d'origine. Non vedendolo arrivare e non ricevendo risposta al telefono, la sorella ha contattato un vicino che ha raggiunto la canonica e lo ha trovato con il cranio fracassato. I Carabinieri, i primi ad intervenire sul posto, hanno trovato solo un segno di effrazione in una finestra della canonica ma l'interno dell’abitazione, non era a soqquadro. Il parroco la sera prima era andato a mangiare una pizza e poi era subito tornato in canonia e si sarebbe messo a letto. E' lì che l'avrebbe sorpreso il suo assassino.Il sacerdote sarebbe stato ucciso nel sonno; il corpo, infatti, giaceva avvolto nelle coperte e l'omicida lo avrebbe colpito alla tempia probabilmente con un bastone: per terra, infatti, sono state trovate delle schegge di legno
Don Michele per molti anni è stato assistente dei lavoratori di Azione Cattolica e assistente spirituale della Coldiretti provinciale, ruolo al quale dedicava molte energie. L’Arcivescovo Alessandro Plotti, appresa la notizia da Roma, dichiarò: «La morte improvvisa di un prete è per il vescovo sempre motivo di dolore e di sorpresa. Ma quando questa morte è frutto di violenza omicida, lascia tutta la comunità ecclesiale nella desolazione e nel buio perché ci si chiede quali gravi motivi abbiano armato la mano criminale per uccidere la sua vittima nel sonno. La magistratura e l’arma dei Carabinieri faranno le indagini per far emergere la verità. Don Di Stefano era un uomo buono, cordiale e zelante che a Ummari aveva rapporti sereni con tutti ».
La fiaccolata si snoderà come una via crucis con quattordici stazioni per sottolineare la dimensione quotidiana e attuale del martirio. Ad accompagnare la riflessione saranno le voci di tanti martiri non canonizzati, persone che sull’esempio di Gesù e amando la vita, hanno accettato di compiere la volontà di Dio fino alla fine lasciando una luminosa testimonianza come Shabbaz Bhatti, don Andrea Santoro, il vescovo Oscar Romero, Annalena Tonelli, i monaci di Tibhirine uccisi in Algeria e tanti altri ...
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