L’auto elettrica tra ideologia e realtà: il difficile...
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E' stato pubblicato il decreto del ministero dell'Università, che ripartisce le quote del Ffo (Fondo di finanziamento ordinario) agli atenei italiani. I fondi sono in continuo calo. Ben 27,4 milioni in meno nell'ultima assegnazione alle tre Università siciliane: a Catania vanno 168,7 milioni (8,9 in meno rispetto al Ffo 2012), a Palermo 204,9 milioni (con una riduzione di 10,8) e a Messina 147 milioni (taglio di 7,7). Alla Sicilia va dunque un plafond di 520,6 milioni dei 6 miliardi e 222 milioni di euro stanziati dallo Stato per il funzionamento della macchina accademica.
La situazione è ancor più differenziata se si considera la quota di Ffo in rapporto al numero degli studenti. In questo caso - in base a una rielaborazione del Sole-24Ore basata sul criterio, quantitativo ma anche qualitativo degli "studenti equivalenti" - Messina è fra le più gratificate di tutt'Italia, al nono posto nazionale con 4.989 euro di soldi del Miur per ognuno degli iscritti; Palermo è a metà classifica con 4.173 euro pro capite; Catania è fra le ultime dieci con appena 3.625 euro a studente.
La dimensione del taglio è notevole anche se si considera quanto perderanno gli studenti siciliani in termini di fondi pro capite a disposizione, il che significa servizi in meno e probabilmente tasse in più se gli atenei non riuscissero a recuperare i tagli attingendo a premialità aggiuntive. In media i nostri giovani perdono 224,6 euro a testa di quella che potremmo definire la loro qualità dello studio: i più penalizzati sono gli iscritti a Messina (263 euro), seguono quelli di Palermo (220 euro), infine gli iscritti a Catania (191 euro).
I tre atenei siciliani hanno avuto il massimo della riduzione: il 5%, pari alla clausola di salvaguardia sull'assegazione dei fondi. Se i criteri di assegnazione non avessero avuto questa soglia di sbarramento, la quota di Ffo 2013 (che a livello nazionale ha subito un taglio del 4,5% rispetto all'anno precedente, ovvero 295,1 milioni di euro) sarebbe stata ancora minore.
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