02/06/2014 06:53:00

Le spese pazze dei deputati dell'Ars. Pagati con i soldi nostri: cassate, mance, cd....

 C'è l'ex  deputato Franco Mineo che mise sul conto del gruppo Forza Sud 520 euro usati per l'acquisto di 14 cassate siciliane per oltre 43 chilogrammi per fare regali di Natale nel 2011. Mineo per ora è sotto processo perchè accusato di essere il prestanome di alcuni boss mafiosi. Magari qualche cassata sarà arrivata anche a loro. 

L'ex capogruppo del Pdl, Innocenzo Leontini, s'è fatto rimborsare 272,95 euro per l'acquisto di libri alla "Feltrinelli" di Palermo e di dischi, da Mario Biondi a una collana di jazzisti cubani. 

L'ex capogruppo del Pd, Antonello Cracolici  si sarebbe fatto anticipare dal gruppo soldi usati per le proprie bollette dell'Enel, della Tarsu, per pagare il canone Rai, per la gita d'istruzione (200 euro) della figlia, 15 euro per l'acquisto di mimose. Il politico poi ha restituito 88 mila euro, ma secondo i finanzieri, 22 mila euro non sarebbero spese istituzionali e dunque non potevano essere anticipate.

Non solo tablet, raccolte di fumetti, borsette griffate regali di nozze. Con i fondi pubblici, i gruppi parlamentari in Sicilia hanno pagato anche salumi, bistecche, mazzi di mimose e persino bollette dell'Enel e gite scolastiche che avrebbero dovuto pagare di tasca propria. Insomma, l'Ars funzionava o da miniera d'oro o da banca generosa (si prendono i soldi, e poi, quando si vuole, si restituiscono). 
Dalle 1.279 pagine del rapporto che la Guardia di finanza ha consegnato alla Procura, indagando sulle spese fatte dai gruppi dell'Assemblea siciliana nella scorsa legislatura, emerge di tutto.

La Finanza, che sequestrò l'anno scorso migliaia di documenti nelle stanze del Parlamento più antico d'Europa, la Procura di Palermo nei mesi scorsi ha iscritto nel registro degli indagati 97 persone, tra cui 83 politici, una trentina rieletti e attualmente in carica, più 14 consulenti dei gruppi.
Al Palazzo di Giustizia di Palermo, davanti al sostituto Leonardo Agueci, hanno sfilato uno dietro l'altro gli ex capigruppo chiamati a dare conto delle "spese pazze". Gli interrogatori al vaglio dei magistrati che non hanno ancora chiuso l'inchiesta.

Tra le spese ci sono anche le mance, come quella da 100 euro del Pd ai camerieri dopo un pranzo elettorale e del Mpa che ha regalato 300 euro al personale della buvette di Palazzo dei Normanni: tutto pagato coi fondi dei gruppi.

Sempre dalle spese del Pd, emergono "prestiti" all'ex senatore Vladimiro Crisafulli: 109 euro nel 2009 per pagare l'Ici e 1.075 euro per due polizze assicurative; 268 euro anche per Gianni Parisi come anticipazione per l'Ici di casa sua, nel 2009. Per la Finanza «non risultano restituzioni». Giovanni Greco, attuale deputato regionale, secondo la Finanza pagava coi fondi del gruppo due dipendenti che in realtà lavoravano nel Caf gestito dal figlio. Tra il 2007 e il 2012, il gruppo del Pdl avrebbe fornito una utenza cellulare all'ex sindaco di Palermo Diego Cammarata e a Gianfranco Miccichè.