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09/06/2014 08:32:00

"Il Comune di Marsala ha offeso l'onore del Kite in tutto il mondo"

"L’onore del kitesurf offeso in tutto il mondo". Sono parole durissime quelle del presidente della Classe Kiteboarding Italia, Michele Galifi Cerquetti, a proposito del pacco rimediato dal comune di Marsala sul Mondiale di Kite dello scorso anno. Mondiale, ma mica tanto. Mondiale è stata la “sola”.
E’ dalla prima apparizione della S.I. Eventi, della Simona Inserillo, di Totò La Cagnina, che le carte non sembravano essere in regola. E adesso ecco il pacco, con diversi professionisti che aspettano di essere pagati e non riescono a trovare l’organizzatore della manifestazione che doveva essere il punto centrale di tutta la programmazione turistica del Comune. Adesso la S.I eventi non c’è più. Era stata lei a ottenere l’organizzazione dell’evento, a ingaggiare professionisti, firmare contratti. Chiede il contributo al Comune di Marsala, che vorrebbe darglielo ma c’è un problema. Che la S.I. è un’azienda con scopo di lucro. Spunta un’altra associazione, la Mondello Beach. A loro, che sono sempre gli stessi, sempre Inserillo e La Cagnina (che sono stati notati organizzare qualcosa a Favignana), il contributo viene concesso, perché è associazione sportiva. Tutti i contratti però sono firmati dalla S.I. della Inserillo, che aveva sede in una casetta normale di Palermo. La Inserillo è titolare di una erboristeria, niente di che. Allora succede che i fornitori cominciano a cercarli, e cercarli. Perché è tempo di riscuotere le fatture. Niente. Sono tutti scomparsi. Sono diverse le segnalazioni che ci sono arrivate in redazione in questi mesi di persone che non sono state pagate.
In tutta questa storia, c’è anche la responsabilità del Comune di Marsala e dell’amministrazione Adamo, che è stata parecchio distratta prima di autorizzare questo mondiale farlocco di Kitesurf.
E a farne le spese sono non solo i fornitori. Ma soprattutto i Kiters. Ecco quanto scrive il presidente Cirquetti.
 

Leggo con attonita desolazione l’articolo su TP24.it sulla “sola” del PKRA di Marsala. La classe nazionale non segue direttamente gli eventi internazionali che si svolgono in Italia, esistono passaggi di burocrazia sportiva interni alla Federazione Italiana Vela, ma sono procedure che riguardano esclusivamente l’atto sportivo e le problematiche ad esso correlato (es AntiDoping,Giustizia Sportiva, ecc).
Durante questi anni abbiamo avuto l’onore di ospitare campionati mondiali e continentali delle varie categorie, mai abbiamo avuto problemi.
A quanto risulta dalla carte di classe l’unico responsabile amministrativo della manifestazione che si è assunto gli oneri con atleti e tecnici di ogni parte del globo è la SI eventi facente capo alla signora Simona Inserillo.
Leggo di una sedicente ASD Mondello Beach, di una “Neopensiero Eventi “ dichiaro che dette associazioni nulla hanno a che fare con il kiteboarding nazionale e/o internazionale, mai ci sono stati contatti con dette associazioni che non hanno alcun titolo di rappresentanza sportiva per la nostra disciplina.
Qualora il Comune di Marsala decidesse di smettere di interloquire con questi personaggi e volesse realmente erogare il contributo ad atleti, tecnici, circoli senza alibi burocratici per ristabilire l’onore offeso in tutto il mondo, non deve fare altro, in questo marasma di “società” che appaiono e scompaiono, che affidarsi alle figure istituzionali riconosciute dalle autorità sportive nazionali.
L’associazione ASD Classe KiteBoarding Italia esiste ed il Comune di Marsala non venga a dire che non lo sa, ci sono stati incontri e contatti e tentativi di ulteriore contatto in sede istituzionale, con ovvi ed evidenti risultati.
Quello che sta accadendo è un episodio con una continua risonanza nel mondo ed è una vergogna per noi che rappresentiamo l’Italia a livello internazionale.
L’organizzazione PKRA ha di fatto bloccato l’Italia per qualsivoglia manifestazione sportiva inerente il Kitesurf Artistico. La Classe nazionale ed Internazionale si schierano con chi con onestà e passione ha promosso il freestyle negli ultimi 15 anni.
Chiedo personalmente scusa a tutti i campioni che sono venuti da ogni parte del mondo e faccio mia l’indignazione per questo degrado morale!
Farò il possibile , come segretario nazionale, per tutelare e difendere in ogni sede l’immagine ed i diritti del nostro sport.