Marsala. Prima li adottano, poi li mollano. Condannati al mantenimento
Avevano adottato tre bambini stranieri, poi la convivenza in famiglia è diventata difficile. I genitori adottivi si separano e i piccoli finiscono in una comunità per minori. Una sorta di “crisi di rigetto”, per i genitori adottivi di Marsala, che adesso dovranno versare, ogni mese 300 euro e gli arretrati degli ultimi tre anni ai figli adottivi. Così ha deciso il tribunale di Marsala.
Una vicenda giudiziaria andata avanti per tre anni. Dopo la separazione dei genitori i figli adottivi vivono in una casa per minori, sono due femmine e un maschio. Quando le prime due diventano maggiorenni fanno causa a chi aveva deciso di adottarle per avere riconosciuto il mantenimento. Adesso il tribunale ha dato loro ragione. Il Tribunale civile ha sentenziato che non è possibile disfarsi a piacimento dei figli adottati. Le due sorelle protagoniste della vicenda (il terzo, un maschio più piccolo, è ancora in comunità) sono state assistite dall'avvocato Laura Errera. Le due ragazze non hanno neppure completato gli studi.
Truffa e appropriazione indebita. Assolti due marsalesi.
Reati prescritti e assoluzione per due marsalesi accusati di truffa e appropriazione indebita. Alla sbarra erano finiti Salvatore Sammartano, impiegato presso un istituto di vigilanza a Marsala, e Leonardo Errera.
Il processo che si è svolto al tribunale di Marsala trae origine dalla denuncia fatta dai coniugi Safina che nel 2005 chiesero ai due imputati di installare un impianto di videosorveglianza nell’abitazione dell’anziano padre del marito. Per i Safina, Sammartano ed Errera avrebbero poi proposto di ulteriori lavori chiedendo ulteriori soldi. Questa richiesta per le parti offese sarebbe stata una truffa. Gli imputati sono stati anche denunciati dall’istituto di vigilanza presso cui lavoravano, con l’accusa di appropriazione indebita. Secondo i titolari dell’istituto i due avrebbero dovuto versare delle somme che invece avrebbero incassato. Il processo è durato nove anni, e ha visto la deposizione di numerosi testimoni. Alla fine di tutto il pm ha chiesto la condanna a un anno e nove mesi per Sammartano e a un anno e sei mesi per Errera. Gli avvocati Mario Noto e Rosy Tumbarello, difensori dei due imputati, chiedevano invece l’assoluzione. Alla fine il giudice Roberto Riggio ha deciso il “non doversi procedere per intervenuta prescrizione”.
Falsa dichiarazione del reddito. Assolto un marsalese
Un marsalese è stato assolto dall’accusa di aver dichiarato un reddito falso dal tribunale di Marsala. L’uomo era stato denunciato dalla guardia di finanza dopo un controllo quanto dichiarato nel 2010, ossia che non aveva percepito alcun reddito. Dai controlli le fiamme gialle avevano invece accertato che il reddito ammontava a 1.205 euro. Questo, come è stato dimostrato dall’imputato nel corso del processo, invece era stato percepito dalla moglie e lui non era a conoscenza.
Abbandono di rifiuti speciali non pericolosi. Condannati i vertici del CNT
3 mesi di reclusione, con la pena sospesa. E’ questa la condanna inflitta dal Tribunale di Trapani a Giuseppe D’Angelo e Valter Radin rispettivamente legale rappresentante del Cantiere navale di Trapani e della Petrol Lavori. L’accusa era quella di abbandono di rifiuti speciali non pericolosi. Il direttore del cantiere Vincenzo Sorge e il capocantiere Orazio Emmanuello sono stati assolti invece per “non avere commesso il fatto”. I fatti oggetto del processo risalgono al 2010.
Droga nel carcere, chiesto il rinvio a giudizio per un trapanese
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