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07/02/2015 21:07:00

Un miliardo di euro pronti e mai spesi per i depuratori. Renzi commissaria la Sicilia

 "Ieri ho fatto una riunione sugli impianti di depurazione per la Sicilia: c'è più di un miliardo di euro tecnicamente fermo ed è ingiusto e inaccettabile. Il commissariamento è l'unica strada e ho chiesto di procedere rapidamente senza guardare in faccia nessuno". Lo afferma il premier Matteo Renzi nella sua enews. Una delibera del Cipe del febbraio 2012 - spiega Erasmo D'Angelis - capo della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico - aveva stanziato 1,6 miliardi di euro per 183 opere urgentissime in reti fognarie e depuratori nel Sud Italia. Di questi, 1,1 miliardi assegnati alla Sicilia per 93 opere. "Si tratta di fondi - sottolinea D'Angelis - fuori da ogni patto di stabilità ma mai spesi, se non per una quota minima di circa 24 milioni".

“Il prossimo arrivo in Sicilia di un commissario di governo per la gestione dei fondi e per l’avvio delle opere di depurazione è una buona notizia ed è la prima risposta concreta ad un allarme che noi da anni lanciamo sulla necessita’ di far partire subito i cantieri. L’auspicio e’ che dopo questo provvedimento non si perda altro tempo”. Cosi’ Santino Barbera, segretario generale della Filca Cisl Sicilia, commenta la decisione annunciata oggi dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, di inviare entro la fine del mese un commissario per la realizzazione degli impianti di depurazione in Sicilia.

“Due anni fa – continua Barbera – avevamo sottolineato l’esigenza imprescindibile di far partire subito i lavori per queste opere, indispensabili per ovvie questione di igiene e salute pubblica, per le quali e’ stato stanziato 1,1 miliardo di euro e la cui realizzazione consentirebbe di dare una scossa all’agonizzante mondo delle costruzioni isolane. Il governo regionale ha fatto orecchie da mercante, pensando forse che soltanto il sindacato avesse rilevato l’incongruenza di tutto questo. Adesso arriva anche il premier a ricordare all’esecutivo Crocetta che deve darsi una smossa, a meno di non voler incorrere in commissariamenti in vari ambiti. La decisione assunta oggi dal presidente del Consiglio e’ stato l’unico modo per evitare che questi fondi vadano persi, lasciando la Sicilia priva anche di queste opere fondamentali”.

«Considero positivo questo commissariamento anche per accelerare la spesa dei fondi gestiti direttamente dai comuni e non dalla Regione, che altrimenti li avrebbe già utilizzati», dice Crocetta. E aggiunge: «Si tratta di soldi gestiti dai Comuni, non dalla Regione e loro disposizione. Anche noi siamo intervenuti più volte, commissariandoli le amministrazioni inadempienti». E mentre Renzi da Roma intravede nel commissariamento l'unica via d'uscita, un sopralluogo del nucleo tecnico-ispettivo dell'Istituto per lo sviluppo delle attività produttive, presieduto da Alfonso Cicero, denuncia la presenza di un depuratore nell'agglomerato industriale di Ravanusa-Campobello di Licata (Ag) costato 2,5 milioni di euro, mai entrato in funzione e in stato di abbandono. «Siamo in presenza non di una infrastruttura a servizio delle imprese, ma di un'opera che ha rappresentato un'opportunità per altri affari a danno del tessuto economico produttivo della provincia», ha dichiarato il presidente dell'Irsap Cicero durante il sopralluogo.
La scelta del premier piace ai sindacati, mentre Forza Italia non risparmia critiche a Crocetta e Idv plaude alla decisione di Matteo Renzi, definendo la mancata spesa delle somme «ingiustificabile». Per il capogruppo di Fi all'Ars, Marco Falcone, Crocetta «È incapace di gestire la Regione. Siamo prossimi al tracollo. Serve un cambio di rotta e serve subito». Anche la Uil auspica un cambio di passo.«Per non perdere i fondi è stata necessario un intervento del premier - dice il segretario regionale della Feneal Uil, Angelo Gallo - è giunto il momento di cambiare rotta». La Cisl saluta con favore l'arrivo di un commissario. «Due anni fa - dice il segretario generale della Filca Cisl Santino Barbera - avevamo sottolineato l'esigenza imprescindibile di far partire subito i lavori, il governo regionale ha fatto orecchie da mercante».