×
 
 
05/05/2015 06:30:00

Castelvetrano. Pronti per l’avioturismo, ma il campo è pieno di rifiuti

 Fino al 2009 in Italia non si sapeva nemmeno cosa fosse l’avioturismo. In Sicilia poi sembra si faccia ancora fatica a sapere che cosa sia il turismo in generale, a giudicare da servizi, indicazioni e collegamenti ancora da terzo mondo.

Ma pare che l’attuale tendenza sia proprio quella di riutilizzare a fini turistici e commerciali l’ex campo di aviazione, usato come base militare dall’Aeronautica nella seconda guerra mondiale. Difficile dire se potrà davvero avere un riscontro positivo nel turismo locale.

Ormai se ne parla insistentemente, da quando il comune di Castelvetrano ha anticipato l’uscita del relativo bando per la valorizzazione dell’area.

 

Valorizzazione che fa rima con “riqualificazione”, calamita dei soliti finanziamenti europei spesso usati per opere abbastanza inutili o per niente prioritarie, ma che comunque fanno girare quell’economia municipale, su cui spesso si fondano le cittadine del profondo sud d’Italia.

Su una cosa invece, pare che non si sia fatto i conti: i rifiuti.

Nel 2010 l’Aeronautica militare aveva ceduto il campo al Demanio, passaggio intermedio prima dell’affidamento del sito al Comune. Allora, l’attuale sindaco Felice Errante era assessore allo sviluppo economico e, soddisfatto per l’integrale bonifica effettuata, aveva promesso: “Monitoreremo costantemente l’area per evitare gli incresciosi episodi di abbandono dei rifiuti ingombranti e degli sfabbricidi che si verificavano in quei luoghi”.

“Costante monitoraggio” che però non è servito ad impedire che l’area si riempisse di nuovo di materiale edile di risulta, divani, vecchi televisori e soprattutto lastre e recipienti di Eternit, questi ultimi costosissimi da smaltire.

In un recente comunicato stampa, il comune ha fatto sapere che per i soggetti interessati ai progetti di valorizzazione sarà possibile richiedere dei sopralluoghi, concordandoli con il personale dell’ufficio tecnico. Insomma, un tour per stomaci forti.

Occorrerà capire se l’amministrazione comunale si prenderà le sue responsabilità (in fin dei conti la proprietà dell’area è la sua), oppure se cercherà di impiegare una parte dei futuri finanziamenti per effettuare la bonifica, senza la quale è davvero impensabile ogni valorizzazione.

Inoltre, in alcuni punti si sono formati degli avvallamenti che altro non sono che cumuli di rifiuti coperti dalle erbacce cresciute nel tempo.

Un po’ come i rifiuti edili “dimenticati” nel parco archeologico di Selinunte da 10 anni, ormai trasformati in atipiche cunette erbose.

 

Certo, è difficile che i finanziamenti possano coprire anche la bonifica di un sito già ripulito nel 2010 e consegnato al Comune che avrebbe dovuto garantire un adeguato monitoraggio.

Ed altrettanto difficile è che ciò possa essere fatto con le casse comunali, in rosso da troppo tempo.

L’impressione è che si tratti di un cammino ancora agli inizi. Dopo questo bando, che sarà una sorta di concorso di idee, dovrà nascere un progetto definitivo in base al quale richiedere i finanziamenti. Quando (e se) questi verranno approvati, si dovranno aspettare le procedure per le autorizzazioni.

Intanto bisognerebbe forse pensare a come impedire gli ulteriori abbandoni di rifiuti dentro l’area, diversamente alla fine i soldi non basterebbero e potrebbe essere necessaria una variante.

Questo non impedisce di sognare il decollo dell’avioturismo. La rincorsa però potrebbe essere molto più lunga di quanto si creda.

 

Egidio Morici