Marsala. Casa di Riposo, le casse respirano un po'. Ma se non ci fossero i migranti?
Il ritorno di Ignazio Genna, da qualche mese è di nuovo commissario straordianario dell'Ipab Casa di Riposo “Giovanni XXIII” di Marsala. Una struttura che si sta salvando grazie all'accoglienza data ai migranti, come disposto dalla Prefettura di Trapani ormai due anni fa. Prima di quel momento la casa di riposo accoglieva soltanto anziani e con i minori introiti provenienti dagli enti pubblici stava collassando. Ora si respira un po', e Ignazio Genna, commissario nominato ai tempi di Giulia Adamo (si candidò anche in una delle sue liste nel 2012)torna a gioire.
Anche la collaborazione con il Comune di Marsala che ha pagato le rette le rette a parziale carico dello stesso per l’attività di assistenza agli anziani, crediti nei confronti della Casa di riposo dall'1 dicembre 2014 al 31 maggio 2015. Il contributo ordinario che il Comune versa all'Ipab è di 51 mila euro l'anno, ma non è stato ancora erogato a causa di un debito della Giovanni XXIII nei confronti del Comune risalente agli anni che vanno dal 2006 al 2008. Genna in una nota ha comunicato che sta preparando un piano di rientro dal debito, una volta definito il Comune erogherà il contributo. Intolre sono state avviate le procedure per il rinnovo della convenzione per il ricovero di anziani con retta a parziale carico del Comune di Marsala scaduta il 31 dicembre 2012. In questo senso è stata concordata una bozza di massima con il Dirigente del Servizio e con l'amministrazione. “La convenzione - dichiara Genna - va incontro alle esigenze della casa di Riposo e ha l’obiettivo di aumentare il numero degli ospiti a carico del Comune di Marsala, il superamento delle 30 unità sarebbe incentivante per lo stesso Comune. Al momento il servizio viene fornito con proroga tacita, e gli anziani con retta a parziale carico del Comune sono 30”. C'è poi un'altra convenzione, sottoscritta nel luglio 2013 e della durata di 3 anni, per fornire alloggio notturno e prima colazione a soggetti bisognosi. La stessa prevede l’ospitalità di un numero minimo di 2 e di un numero massimo di 13 soggetti a fronte del pagamento di un compenso unitario giornaliero di € 15,00, che verrà rimodulata contestualmente alla convenzione di cui sopra.
Capitolo migranti. E' stata rinnovata, fino al 30/09/2015, la convenzione con la Prefettura di Trapani per l’accoglienza ed assistenza di migranti, per un compenso giornaliero di € 30,00 per ogni assistito. La Giovanni XXIII però, ad oggi, vanta 6 mesi di arretrati. Ignazio Genna fa il punto anche sugli stipendi dei dipendenti che “vengono erogati puntualmente e ogni tre mesi si provvede a pagare un arretrato in più, si stanno facendo transazioni con molti creditori”. Per ripianare i conti da anni si tenta anche di dismettere i beni dell'Ente, una azione che si vuole riproporre ma, negli anni scorsi, non ha avuto successo.
La notizia positiva, data da Genna, è che dopo 14 anni l’IPAB Giovanni XXIII ha avuto un inversione di tendenza chiudendo il conto consuntivo per l’anno 2014 con un risultato economico positivo di 195.129,45 euro a cui vanno aggiunti 100.000 di un debito iniziale, di 212.000,00 in parte pagato, in attesa di rimodularlo con il creditore. Per l’anno 2014 il conto economico è stato positivo per circa 300 mila euro, a fronte di un conto economico negativo di 498.405 mila euro, per l’anno 2012, fa ben sperare per il futuro.
“Rimane sempre molto serio, adesso più che mai, - conclude Genna - il problema dei debiti pregressi se la regione non ci consente un ripianamento dei debiti pluriennale in fatti bastano 5 anni per portare la casa di Riposo a pareggio di bilancio”. Però la Corte dei Conti ha trasmesso una nota per la non applicabilità alle Ipab siciliane del decreto legislativo del 2000 sul riequilibrio finanziario. Genna è però fiducioso: “l’Assessore al ramo, il governo regionale e il Partito democratico si stanno impegnando per la revisione di tale normativa”.
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