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12/04/2016 06:30:00

Mazara. Ok al patto di stabilità, ma il Comune non paga i fornitori

Comuni ed enti pubblici virtuosi nei pagamenti alle aziende fornitrici? In provincia – tranne due sole eccezioni – manco a parlarne. Lo dice, nero su bianco, il sito web del ministero dell’Economia e delle finanze dal quale è possibile visionare l’elenco dei 500 enti pubblici più virtuosi, ossia quelli che pagano più tempestivamente nel periodo compreso tra il primo luglio 2014 ed il 31 dicembre 2015.

GRANDI CENTRI, E NON SOLO, AL PALO – Nessuna notizia si ha – oltre che per Mazara del Vallo – anche per le altre grandi e piccole Città ed enti pubblici del trapanese: Trapani, l’Azienda sanitaria provinciale e Marsala. Stessa sorte per gli altri 23 Comuni ed Enti pubblici rientranti territorialmente nell’ex provincia: nella classifica stilata dal Mef non ci sono.

I DATI DI MAZARA DAL 2013 AL 2015 – Tra le Città virtuose non c’è la Città del Satiro. L'indicatore, rilevato in base a tale metodologia, dà i seguenti numeri: per l'anno 2013, è di 88,19 giorni, ben oltre i 30 giorni previsti o i 60 con le deroghe speciali; per l'anno 2014 è di 84,81 giorni. L’inversione di tendenza si ha solo nel 2015 ove, per il 1° trimestre, si passa a 23,55 giorni medi di pagamento; per il 2° trimestre è di 43,50 giorni; per il 3° trimestre è di 25,13 giorni; per il 4° trimestre è di 40,23 giorni; l'indicatore rilevato in base a tale metodologia, su base annua per tutto il 2015 è di 27,45 giorni. Tranne l’ultimo anno, quindi, l’ente locale mazarese non ha rispettato la specifica normativa né nel 2013 né, tantomeno, nel 2014: anni questi ultimi durante i quali l’amministrazione mazarese ha pervicacemente continuato ad auto incensarsi per il raggiungimento del Patto di stabilità interno. Per l’ultimo periodo, comunque, non ha raggiunto la ‘top 500’ pubblicata, pochi giorni fa, dal Mef.

IL PATTO DI STABILITÀ ‘STRAORDINARIO’ – “Per il sesto anno consecutivo – si legge in una recente nota stampa del Comune – Mazara del Vallo ha rispettato il patto di stabilità interno. Tale “rispetto – ha dichiarato l’assessore comunale al Bilancio, Vito Billardello – è un risultato straordinario. Abbiamo centrato, anche per il 2015, gli obiettivi di Cassa e di Competenza, riuscendo a garantire il pagamento nei confronti di imprese e fornitori in tempi certamente più brevi rispetto ad altri comuni italiani. Tutto ciò – conclude l’assessore – grazie ad una politica di contenimento e di razionalizzazione della spesa privilegiando la spesa sociale e gli investimenti”.
Se, però, ogni anno il Comune di Mazara invia tronfi comunicati stampa sul rispetto del patto di stabilità interno, ed esso è dovuto anche al ritardo nei pagamenti alle aziende che lavorano per l’Ente, c’è ben poco di cui vantarsi.
Della questione pare che si sia accorto – per la prima volta in tutti questi anni – anche il sindacato ‘rosso’ cittadino che, a tal proposito, ha voluto bacchettare l’amministrazione comunale

LA CGIL DI MAZARA: "CRISTALDI SE LA CANTA E SE LA SUONA" – “Con tanta enfasi – si legge nella nota stampa del sindacato di sinistra – ha annunciato che per il sesto anno consecutivo avrebbe rispettato il patto di stabilità interno. Ci chiediamo: dov'è la rilevanza della notizia? Rispettare il patto di stabilità interna rappresenta un obbligo di legge: semmai dovrebbe spiegare come ci sarebbe riuscita”. E, a seguire, ci sarebbe da parte del sindacato anche una non tanto velata accusa di bilancio falso: “Spesso – continua la nota – quello che viene propagandato come un atto di virtù, nasconde un intreccio di ‘artifici’ contabili. È facile fare annunci quando la stessa amministrazione sistematicamente si sottrae a un confronto di merito sui bilanci con le parti sociali e con i cittadini”.

LE ASSENZE DEI PARTITI – Non è tanto normale però che, negli equilibri democratici di una sana politica, tali prese di posizione siano esternate non dalle opposizioni in Consiglio comunale (Pd, Forza Italia, M5S e altri), ma da un organo che politico non è. Evidentemente alcuni organismi collettivi stanno cercando di colmare i tantissimi ‘vuoti’ lasciati dai partiti e movimenti, particolarmente distratti nell’analizzare le vicende amministrative cittadine. “Inoltre, la dichiarazione dell’assessore Billardello – concludono quelli della Cgil mazarese – che tale risultato sarebbe stato raggiunto ‘grazie a una politica di contenimento e di razionalizzazione della spesa privilegiando la spesa sociale e gli investimenti’ è in palese contrasto con la realtà dei fatti. A Mazara, da questo punto di vista, si sta peggio di sei anni fa: meno servizi e più dequalificati, meno opportunità di lavoro per i giovani e per i disoccupati. Ma di che cosa parlano? La verità è che l'amministrazione di Mazara se la canta e se la suona”.

ENTI VIRTUOSI? SOLO DUE IN PROVINCIA – L’ex provincia di Trapani ha pagato i suoi fornitori con un tempo medio di 31 giorni, nel periodo oggetto del monitoraggio. Il dato si riferisce a 2.243 fatture, per un importo totale di sette milioni 207 mila 406,67 euro; di esse ne sono state saldate per importi pari a cinque milioni 830 mila 726,15 euro.
Il Comune di Pantelleria, invece, paga i suoi fornitori entro 38 giorni, in media, su 1.205 fatture rilevate; gli importi di esse hanno avuto un valore totale di sei milioni 844 mila 441,50 euro, ma ne sono state ha pagate, in totale, sei milioni 63 mila 796,50 euro. Le medie ponderate di ritardo nei pagamenti sono rispettivamente: uno e nove giorni di ritardo (la media è data dal numero di giorni intercorrenti tra la data di scadenza della fattura e la data di pagamento).

COSA IMPONE LA LEGGE – “Tutti gli enti della pubblica amministrazione – si legge nell’apposita pagina web del Mef, dedicata alla materia – sono tenuti a pagare le fatture legittime entro 30 giorni dalla data di emissione e con alcune eccezioni entro 60 giorni. Il rispetto di questi termini dovrebbe essere un fattore cruciale del buon funzionamento dell’economia nazionale, ma molti enti pagano in tempi più lunghi. Le pubbliche amministrazioni che comunicano i dati sono da considerare ‘virtuosi’ perché rispettano l’obbligo di fornire le informazioni”.

L’INDAGNE DEL MEF – Sul sito del ministero dell’Economia è possibile visionare l’elenco dei 500 enti pubblici più virtuosi, ossia quelli che pagano più tempestivamente. Il dato è riferito alle pubbliche amministrazioni che trasmettono informazioni relative ad oltre il 75% delle fatture a loro indirizzate (gli enti attivi) e che abbiano ricevuto almeno 1.000 fatture per un importo complessivo superiore a un milione di euro. Sono state prese in considerazione solo le fatture elettroniche emesse dal 1/7/2014 al 31/12/2015 (con l’esclusione di quelle respinte). I criteri utilizzati per selezionare gli enti elencati in ciascuna lista sono: il rapporto percentuale tra l’importo pagato e l’importo da pagare; la media ponderata dei tempi di pagamento, ossia il numero di giorni intercorrente tra la data di emissione della fattura e la data di pagamento; la media ponderata di ritardi di pagamento, ossia il numero di giorni intercorrenti tra la data di scadenza della fattura e la data di pagamento.

DATI PUBBLICI OBBLIGATORI – L'indicatore annuale dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, denominato ‘Indicatore annuale di tempestività dei pagamenti’ è calcolato su base trimestrale e annuale, dal 2015, e deve essere pubblicato sul sito internet istituzionale nella sezione ‘Amministrazione trasparente/Pagamenti dell'amministrazione’ in un formato tabellare aperto che consenta l'esportazione, il trattamento e il riutilizzo, da pubblicare entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello di riferimento.

IL DATO NAZIONALE – La piattaforma per il monitoraggio dei crediti commerciali verso le Pubbliche amministrazioni, nel periodo temporale di riferimento, ha riscontrato che – a fronte di 21,5 milioni di fatture registrate, per 129 miliardi di euro – ne sono state pagate per 60,5 miliardi, con un tempo medio di 46 giorni, che scende a 44 per gli ‘enti attivi’.


Alessandro Accardo Palumbo
Twitter: @AleAccardoP