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16/07/2016 14:00:00

Abusivismo e sanatorie. Facciamo un gemellaggio con Tokyo

Proposta di gemellaggio con la città di Tokyo. L’idea mi è venuta dopo aver letto del tentativo di far passare un emendamento per il riordino delle coste siciliane, ho scritto riordino e non sanatoria, per non fare innervosire politici e dirigenti che lo sostengono. Sta camurria del divieto di costruzione entro la fascia dei 150 metri dalla costa deve essere rivista. (Ma non è del demanio?) Ed è comprensibile un po’ di nervosismo da parte degli addetti ai lavori, spedire lettere che comunicano il sequestro di un immobile, anche se abusivo, non deve essere affatto piacevole, se poi il destinatario della lettera è a firma dello stesso che la inoltra, l’imbarazzo si trasforma in qualcosa che non saprei chiamare. Ma torniamo a Tokyo, una città che ha molte analogie con la nostra ridente Marsala: non ha un piano regolatore, cresce spontaneamente, come da noi la ramigna, ora di qua ora di là, ma da noi soprattutto di là. Ci vive il trenta per cento dell’intera popolazione giapponese, come da noi nel centro cittadino, vabbè, la scala non regge, ma mi serviva anche questa similitudine. È meta del Gran Tour come lo è stata la nostra Terra. Il gemellaggio che ho in mente consiste in un vero e proprio trasferimento dei cittadini, tutti i marsalesi a Tokyo per qualche mese e lo stesso numero di tokyoti o edokkioti, come si preferisce, qui da noi. Ecco i vantaggi per loro: costituzione di una commissione per la toponomastica, le strade a Tokyo non hanno un nome e immagino sia un gran problema recapitare una lettera; regolarizzazione dell’abusivismo selvaggio con un emendamento di portata biblica; insediamento di ambulanti in ogni dove con le nostre specialità dello street food dotati di forchette; statue e fontane artistiche per la gioia dei piccioni; distribuzione gratuita dei fumetti di Zerocalcare, basta con gli occhi acquosi dei manga che si leggono pure al contrario. I vantaggi per noi: rispetto e pulizia dei luoghi pubblici, pensate che puliscono con panno umido pure i piloni spartitraffico, cura del verde con metodi scientifici; traffico pedonale anziché automobilistico; recapito della posta anche se il numero civico è sbagliato. Di Tokyo hanno scritto in tanti, Melville, Arbasino, Barthes, molti l’hanno definita orrenda, spaventosa, in poche parole brutta, qualcuno ne ha pure parlato bene, leggi Murakami. Di Marsala, nonostante tutto, diciamo che è la più bella città del mondo, qualcosa dovrà pur produrre, per osmosi, questo scambio. O no?

 

Katia Regina

 

 

 



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