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26/07/2016 15:00:00

Gli amministratori comunali non vedono

di Leonardo Agate - Gli amministratori comunali non vedono quando camminano per le vie della città. Partecipano alle inaugurazioni, agli spettacoli e ai convegni, ma non hanno attenzione che per gli eventi in se stessi, e si muovono per le vie con clienti al fianco, che distraggono il loro sguardo. Non c'é altra spiegazione al fatto che non si rendano conto di certe situazioni che le persone comuni osservano e giudicano.

Sono stato al cimitero a trovare i miei morti, e ho visto un cimitero abbandonato all'incuria. Nei viali, nei campi di inumazione, e lungo i muri delle scale che portano ai piani alti, si notano erbacce, rifiuti vari, fiori secchi e sporcizia. Ci sono pure alcune zone pulite, ma sono quelle curate direttamente dalle persone che si sono portati scope, secchi e stracci, che lasciano accantonati per gli usi futuri. Se si vuole mettere un po' d'acqua nei vasi dei morti posti ai piani primo o secondo, bisogna scendere sotto e risalire, per prendere l'acqua ai rubinetti collocati solo al piano terra.

Di sicuro gli amministratori, ma anche i funzionari comunali, vanno a volte al cimitero, ma é come se non vedessero quello che tutti gli altri vedono. Tenere più pulito il cimitero, e mettere i rubinetti dell'acqua anche ai piani superiori non é cercare la luna nel pozzo. Si tratta di piccolezze che fanno la differenza tra un cimitero ben tenuto e uno malandato.

Se gli amministratori vedessero, guardando quello che guardano le persone comuni, si renderebbero conto, tra le altre cose, che c'é un piccolo restauro da fare all'angolo del Cassaro con la via San Rocco, dove si eleva un minuscolo campanile, che faceva parte di un antico convento. Quel resto di campanile é pericolante, e non ci vuole tanta spesa per restaurarlo. Ci vorrà il consenso della Soprintendenza, e non potrà essere difficile ottenerlo se ci fosse la volontà di operare per la collettività. Spesso i turisti si mettono nel Cassaro, con la macchina fotografica per fotografare in prospettiva Porta Nuova, e nel loro obbiettivo inquadrano anche quel campanile pericolante.

Se gli amministratori e i funzionari vedessero quel che tutti gli altri vedono, passando per via Andrea D'Anna noterebbero che un cantiere comunale, aperto per il restauro della chiesa di San Giovannello, é fermo a metà dei lavori, che sono sospesi da alcuni anni, mentre l'avviso del Comune informa che i lavori dovevano essere ultimati il 14 settembre 2011.

Un altro esempio di incuria, fra i tanti che si potrebbero fare, é costituito dalla chiesetta dell'Itriella. Restaurata da un certo numero di anni, utilizzata pochissimo e non concessa a associazioni private, che ne hanno fatto richiesta, é di nuovo tornata allo sfacelo del bombardamento del '43 dell'altro secolo.
Non si tratta di grandi opere, che richiedano grandi finanziamenti e capacità di programmazione. Si tratta di mettere più cura nella gestione dell'ordinario.