Marsala, "Cola" Licari ci ricasca. Tentata estorsione ai nipoti, sempre per il bar
Ancora guai giudiziari per il 65enne pregiudicato Carlo Licari, noto per essere stato, per oltre trent’anni, il gestore del “Bar Moderno” di Porta Nuova, a Marsala. E il suo ultimo guaio giudiziario è legato proprio al suo ex bar. Licari, infatti, dopo essere uscito dal carcere (gennaio 2014), avrebbe preteso di tornare a gestirlo. Anche se la licenza gli era stata già revocata dal Comune nel novembre 2010. A gestire il bar, nel frattempo, è stata la nipote Paola Parrinello, aiutata dal marito, Salvatore Cuddretto, sottufficiale della Marina militare.
Ed è proprio con i due nipoti che Carlo Licari è entrato in rotta di collisione. La conseguenza è stata che il 65enne pregiudicato marsalese è finito sotto processo, davanti al giudice monocratico Saladino, con l’accusa di tentata estorsione in danno dei due nipoti. Un epilogo sicuramente inatteso.
A Carlo Licari la licenza del bar fu revocata dal Comune a distanza di tre anni e mezzo dall’arresto (per favoreggiamento della latitanza dei boss Natale Bonafede e Andrea Mangiaracina) nell’ambito dell’operazione antimafia “Black Out” del 9 maggio 2007. Poi, per circa sette mesi, il bar fu gestito dal nipote Michele Parrinello. Ma a dicembre dello stesso anno, anche quest’ultimo fu arrestato, per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso in danno del vicino locale “Morsi e Sorsi”. Il provvedimento cautelare riguardò anche lo zio Carlo Licari ed entrambi furono poi condannati.
Adesso, quest’ultimo processo, scaturito dalla denuncia presentata ai carabinieri dal Cuddretto nel gennaio 2015. Nelle carte dell’accusa si legge che Licari “con violenza e minaccia (minacce, anche di morte, poste in essere sia nei confronti di Cuddretto Salvatore, che della di lui moglie Parrinello Paola) poneva in essere atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere Cuddretto Salvatore a procedere alla restituzione di fatto a Licari del bar in piazza della Vittoria, gestito dal luglio 2011 dalla moglie di Cuddretto”.
In mano all’accusa anche la registrazione, effettuata dal Cuddretto, di un’animata discussione avuta con Carlo Licari. A difendere Carlo Licari è l’avvocato Luigi Pipitone, che dichiara: “Ritengo che all’esito dell’istruttoria dibattimentale potrà essere acclarata l’innocenza del mio assistito”. Il 3 aprile, in Tribunale, saranno ascoltati le “parti offese”.
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