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23/10/2017 22:00:00

Vino, l'Alcamo Doc accusa un forte calo di produzione. La qualità è buona, i prezzi bassi

Quest’anno l’Alcamo Doc accusa un forte calo della produzione che si attesta sul 30%, confermando le stime. Se la qualità è comunque buona, resta però alto l’allarme sui bassi prezzi che vengono imposti ai produttori della zona, così come di tutta l’Isola. Il bilancio sulla vendemmia di questa Doc che abbraccia le zone a confine delle province di Trapani e Palermo è stato tracciato nel corso del convegno «Viticultura e territorio» organizzato dalla Confederazione italiana agricoltori Sicilia Occidentale e che si è svolto ad Alcamo.

Un brusco calo causato principalmente dalle alte temperature e dalla forte siccità dei mesi estivi. «Abbiamo avuto delle condizioni climatiche non ideali – ha detto Vincenzo Cusumano, direttore dell’Istituto regionale del vino e dell’olio – nel Marsalese il picco negativo è andato al 40%. La produzione, rispetto allo scorso anno, a livello regionale, scenderà di oltre un milione di ettolitri, assestandosi sui 4 milioni. La qualità resterà comunque buona e in ottica di imbottigliato fa ben sperare. Davanti a questi cambiamenti climatici sempre più marcati, purtroppo, non si possono fare miracoli. Una rete idrica maggiormente funzionante contribuirebbe a limitare i danni. Ai produttori consiglio comunque di dotarsi di un’assicurazione».

I produttori hanno sottolineato ancora una volta l’aspetto più critico, quello dei prezzi. «I 40 centesimi al chilo per uva da vino è troppo basso – ha detto Antonino Cossentino, presidente della Cia Sicilia Occidentale – un prezzo insostenibile deciso fuori dalla Sicilia, dai grandi mediatori che hanno il coltello dalla parte del manico. Se rifiuti quel prezzo sono pronti a rivolgersi ad altri paesi, come la Spagna. E ci sono sempre navi piene di mosto proveniente chissà da dove pronte a sbarcare nei nostri porti per far calare ulteriormente i prezzi. Sul vino sfuso la Sicilia purtroppo non può competere anche se ha le carte in regola. Ai produttori consiglio di chiudere la filiera qui e di imbottigliare il più possibile».

 



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