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04/02/2018 04:00:00

Il massacro delle foibe e il Giorno del Ricordo

 di Leonardo Agate - Una Onlus (organizzazione non governativa di utilità sociale) chiamata Jugocoord vorrebbe tenere a Torino un convegno il giorno del ricordo del massacro delle foibe, che cade ogni anno il 10 febbraio. Con la locuzione “massacro delle foibe” si intende l’uccisione di decine di migliaia di italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia, avvenuta nel periodo che va dal crollo del regime fascista all’immediato dopoguerra, dal 1943 al 1946.

In quel triste tempo un numero imprecisato, forse alcune centinaia, forse mille o anche di più furono assassinati e buttati dentro le cavità carsiche, chiamate foibe, in decine di luoghi diversi; altre migliaia o decine di migliaia di italiani furono perseguitati dai partigiani di Tito, e molti perirono nel tentativo di fuga o nei campi di concentramento iugoslavi.

Si trattò di un eccidio, che fu dimenticato dalla storiografia ufficiale per quasi mezzo secolo. Lo scopo dell’eliminazione degli italiani era conforme al disegno di Tito di incorporare nel suo Stato la Venezia Giulia e la Dalmazia. La presenza degli italiani contrastava questa mira. Così i nostri fratelli sono stati in parte infoibati, in maggior misura costretti a fuggire, in parte morti per sfollamenti, persecuzioni varie, stenti e nei campi di concentramento iugoslavi.
I partigiani italiani, nella predominanza rossa, non si opposero ai partigiani titini, ritenendo anzi che sarebbe stata una buona cosa l’estensione territoriale dello Stato Iugoslavo, con il suo governo comunista. Da parte dei comunisti italiani furono approntati e affissi manifesti che invitavano ad accettare la liberazione portata dai partigiani titini.
Negli anni ‘90 gli studiosi, con mutata sensibilità storico- politica, riconobbero che gli italiani dopo la caduta del fascismo e nell’immediato dopoguerra subirono vessazioni e massacri in quei territori del confine nord – orientale. Con legge nel 2004 è stato istituito il Giorno del ricordo. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dichiarò che : « ... va ricordato l'imperdonabile orrore contro l'umanità costituito dalle foibe (...) e va ricordata (...) la "congiura del silenzio", "la fase meno drammatica ma ancor più amara e demoralizzante dell'oblio". Anche di quella non dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilità dell'aver negato, o teso a ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell'averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali. » (Discorso del Presidente della repubblica Giorgio Napolitano in occasione della celebrazione del "Giorno del ricordo". Roma, 10 febbraio 2007).
I negazionisti del massacro delle foibe ci sono ancora. L’Onlus sopra citata intende tenere un convegno non tanto per ricordare quello che è avvenuto, quanto per sminuirlo e in parte negarlo. L’edificio scelto per il convegno è il Museo dell’ex carcere Le Nuove, di proprietà del Demanio.
Se la Onlus vuole riscrivere la storia, ha diritto di farlo, salvo trovare chi ci creda. Ma che voglia farlo in una proprietà demaniale, questo non deve essere consentito. Anche se la manifestazione ha l’adesione dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia).