Il Comune di Petrosino chiede all'imprenditore Licata 350.000 euro di risarcimento danni
Oltre 350 mila solo per il ripristino dell’area sulla quale sono stati effettuati gli interventi. E’ quanto chiede il Comune di Petrosino a Michele Licata nel processo che vede quest’ultimo imputato con l’accusa di lottizzazione abusiva della zona di Torrazza e Margi Nespolilla.
La quantificazione del danno è stata effettuata, a seguito di uno specifico incarico conferito dall’amministrazione del sindaco Gaspare Giacalone, dall’agronomo marsalese Antonella Ingianni.
Ma non è finita qui. Sulla base, infatti, della relazione della Ingianni, prodotta in aula al giudice Chiaramonte, il prossimo 26 aprile, dopo la requisitoria del pm Antonella Trainito, i legali di parte civile che rappresentano il Comune, e cioè gli avvocati Giuliano Pisapia e Valerio Vartolo, quantificheranno anche il risarcimento per i danni ambientali e d’immagine.
Poi, sarà il turno della difesa con l’avvocato Carlo Ferracane. A sollecitare la consulenza per la quantificazione dei danni era stato l’avvocato Pisapia (ex sindaco di Milano). “La condotta dell’imputato – si sottolinea nella delibera di giunta con cui lo scorso 27 marzo è stato affidato l’incarico alla Ingianni – ha leso fortemente l’immagine dell’Amministrazione comunale ed alterato una Zona del Territorio con particolare vocazione turistica per le sue bellezze naturali e quindi ha causato gravissimi danni patrimoniali e non patrimoniali al Comune”. All’ex imprenditore leader nel settore ristorazione-alberghiero, già condannato in primo grado per una maxi evasione fiscale e truffa allo Stato, si contesta la “lottizzazione abusiva” finalizzata alla realizzazione da parte della Roof Garden di un caseificio, nonché alla cementificazione di una “zona a protezione speciale”. Dai computer sequestrati ai progettisti di Licata sono stati tratti files con progetti di un vero e proprio albergo, con tanto di camere e piscina. La lottizzazione a Torrazza prevedeva uno stabilimento balneare, due grandi edifici (che poi, probabilmente, dovevano diventare alberghi), una strada e persino un campo da golf. Tutto diviso in tre progetti che formalmente procedevano separatamente. Anche se, come ha fatto notare ieri il pm Trainito mentre in aula poneva domande ai uno dei tecnici impegnati nelle progettazioni, le opere realizzate, o che si intendeva realizzare, erano “su aree contigue e tutte proprietà della stessa società”.
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