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08/08/2018 06:00:00

La polemica su Gianluca Vacchi ad Erice e il patrocinio del Comune

Chi almeno una volta non si è soffermato a guardare sui social un video di Gianluca Vacchi?
Il cinquantenne, canuto, muscoloso, tatuato, perennemente in costume da bagno che balla a bordo piscina o su una barca milionaria.


State calmi, non lo fa solo in estate. E' la sua vita, sempre. Passa da una discoteca all'altra, fa le ospitate e si fa anche pagare tanto.  Ebbene, c'è chi lo ha definito un “artista”. Di cosa? L'arte è una cosa seria, non è vero che tutto è arte.
Qui si parla di un uomo in vacanza da una vita , nulla da eccepire, che ostenta il suo modo di vivere sui social.
Si etichetta come imprenditore, ma quello vero è suo padre.
Vacchi, il 12 agosto sarà l'ospite di una serata presso il Sun Club a Trapani, zona San Giuliano, quindi sul territorio del Comune di Erice.


Il discotecaro social si esibirà presso il noto lido che vanta delle vicinanze di parentela politiche: Grazia Spada consigliera comunale a Trapani e il marito della stessa, Peppe Spagnolo, consigliere di maggioranza ad Erice. La Spada e Spagnolo sono peraltro marito e moglie, la prima è anche sorella di Filippo Spada uno dei titolari del locale. Tutti schierati a Trapani con Giacomo Tranchida, ad Erice con Daniela Toscano.
La sindaca ha deciso che un evento, a pagamento, presso il Sun Club deve avere il patrocinio del Comune.
La città della Scienza sposa la goliardata in discoteca, la eleva ad attività istituzionale ed è di rilevanza per la comunità ericina.
Non è discutibile la figura di Vacchi, ogni discoteca punta ad avere tra gli ospiti chi attira maggiori introiti, ma la scelta del Comune di concedere il patrocinio ad un evento dove precisamente dei consiglieri comunali, rappresentando le istituzioni sempre e non solo durante le sedute consiliari, hanno un interesse nella gestio del Sun Club. E mentre si bacchetta questa scelta si cerca sull'albo pretorio del Comune la delibera: non c'è.
Ma arriva puntuale il comunicato stampa del Comune: la Giunta ericina non ha concesso alcun patrocinio. La locandina evidenzia ben altro, c'è il simbolo del Comune con scritto: “Patrocinio del Comune di Erice”. Dove sta la verità?


Per l'Amministrazione la notizia è infondata, non è stato concesso alcun patrocinio con apposita delibera.
Si legge: “La struttura privata ha fatto una richiesta di patrocinio al Comune chiedendo effettivamente anche l’utilizzo del palco e n. 10 transenne oltre alle opportune misure di sicurezza necessarie data la portata dell’evento dando in cambio un contributo per il lido disabili del Comune. Il Sindaco in via preventiva dando autorizzazione per lo svolgimento dello spettacolo non ha, con propria delibera della Giunta, concesso alcun patrocinio alla manifestazione”.
E allora la locandina?
La Toscano poi va avanti, riconoscendo la scarsa qualità culturale dell'evento, ma in grado di “Creare indotto lavorativo per le nostre imprese”.

Poi gli organizzatori fanno girare la stessa locandina senza simbolo del Comune. 


Chiosa poi: “Pur tuttavia il Comune, atteso che non concederà il patrocinio, garantirà tutto quanto necessario per assicurare la pubblica sicurezza sul lungomare”.
Nel frattempo i consiglieri comunali di Erice, Alessandro Manuguerra, Simona Mannina e Alessandro Barracco hanno già chiesto alla Toscano delle delucidazioni in merito: la data della concessione del patrocinio e la visione della richiesta dello stesso. Stiano sereni, non c'è nulla di cartaceo da esibire. Anche il patrocinio è fantasma.
C'era e adesso non c'è. La locandina che fino a ieri pomeriggio campeggiava su facebook indicava la presenza del patrocinio del Comune di Erice, dopo il comunicato stampa della sindaca Toscano è stato abilmente rimosso il logo del Comune. Meglio di un gioco di prestigio.
L'evento in sé non ha nulla di ignobile, destava qualche perplessità la concessione di un patrocinio dell'Ente Locale per un evento che poco ha a che fare con le finalità che dovrebbe proseguire un Comune.

La moda non la detta solamente il tempo ma la detta anche l'esempio della buona politica, che è fatta di scelte a volte impopolari, certamente caute.
Nell'era del consumismo e dell'usa e getta avremmo voluto pensare che almeno un Comune potesse scegliere altre strade di divulgazione del pensiero e della bellezza.
Insomma, Vacchi sarà anche un imprenditore, come si definisce, ma rimane pur sempre uno che tutto l'anno indossa un costume da bagno, che fa il re dei social, perennemente a bordo piscina in una delle sue enormi ville e che con la città della scienza ha poco a che spartire.
Rimane il mistero di come ci sia finito il simbolo del Comune di Erice su una locandina che circola da almeno dieci giorni, nessuno ha visto l'utilizzo improprio?
Strano, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.