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21/08/2018 10:15:00

Immigrazione, la nave Diciotti a Catania. Salvini dice no allo sbarco delle 177 persone

 La nave Diciotti si trova al porto di Catania ma i 177 migranti a bordo non possono sbarcare. E' scontro tra i ministri Toninelli e Salvini.  Il primo aveva dato l'autorizzazione all'attracco ma Salvini non autorizza lo sbarco dei migranti finché non verrà trovata una soluzione a livello europeo. L'indicazione del porto di attracco era arrivata ieri sera dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. 

Salvini, ha ribadito che la Diciotti «può anche sbarcare in Italia, basta che i 177 migranti vengano suddivisi, nello spirito di solidarietà europea, che è fatta di 27 paesi». E se la Ue non farà la sua parte, Salvini conferma la sua intenzione di rimandare i migranti in un porto libico: «A furia di dire non si può fare non si cambia niente, i trattati internazionali si possono e si devono rivedere», ha detto il ministro. Rispondendo alle accuse del governo maltese di aver portato i migranti nelle loro acqua, Salvini ha aggiunto: «I maltesi non hanno dato grande prova di affidabilità, ma adesso sto verificando che i nostri uomini facciano quello che devono fare».

La procura di Agrigento apre un’inchiesta - Secondo quanto riferito dal procuratore Luigi Patronaggio, l’inchiesta di Agrigento punta a «conoscere il tentativo di ingresso» di migranti «avvenuto il 16 agosto scorso al largo dell’isola di Lampedusa, tratti in salvo dalla motonave Diciotti e ad oggi ancora ospitati sulla medesima motonave della Guardia Costiera». L’indagine «punta a individuare scafisti» e «a conoscere le condizioni dei 177 migranti a bordo della unità navale militare». Secondo i primi accertamenti svolti dalla Guardia costiera interrogando alcuni dei 13 migranti già sbarcati dalla nave Diciotti a Lampedusa perchè malati, l’imbarcazione che li trasportava sarebbe stata soccorsa in un primo momento da un natante con equipaggio che si dichiarava maltese. Dopo averli “scortati” verso Lampedusa il natante avrebbe invertito la rotta abbandonando i migranti, poi recuperati dalla Diciotti.

Intanto Medici senza Frontiere lancia un appello al premier: "Chiediamo al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di mettere al primo posto la vita delle persone".