Omicidio maresciallo Mirarchi. Girgenti condannato all'ergastolo
E' stato condannato all'ergastolo Nicolò Girgenti, il bracciante marsalese, sotto processo con l'accusa di aver ucciso il maresciallo dei carabinieri Silvio Mirarchi. La sentenza è stata letta pochi minuti in Corte d'assise a Trapani.
E' stata quindi accolta la richiesta del carcere a vita fatta dal pubblico ministero Anna Sessa.
Mirarchi, all’epoca vice comandante della stazione di Ciavolo, fu ferito a morte con un colpo di pistola la sera del 31 maggio 2016 nelle campagne di contrada Ventrischi, mentre con un altro carabiniere, l’appuntato Cammarata, era impegnato in un appostamento (volto a contrastare furti in campo agricolo) nei pressi di una serra all’interno della quale furono, poi, scoperte 6 mila piante di canapa afgana. Sette sarebbero stati, secondo gli inquirenti, i colpi di pistola esplosi da almeno due persone contro i due militari. Girgenti fu arrestato una ventina di giorni dopo a seguito delle risultanze investigative del Comando dei carabinieri di Trapani e degli accertamenti del Ris di Messina, secondo i quali bracciante era nella zona dei fatti all’ora della sparatoria. La sua auto, quella sera, sarebbe transitata dalla strada in cui fu ucciso Mirarchi. Addosso, inoltre, gli furono trovate tracce di sostanze (nichel e nichel-rame) che, secondo l’accusa, sono presenti nella polvere da sparo. Anche se, secondo la difesa, potrebbero essere ricollegate all’uso dei fertilizzanti maneggiati da Girgenti sua attività lavorativa. Secondo l’accusa, la sera del 31 maggio 2016, all’arrivo del maresciallo Mirarchi e dell’appuntato Cammarata, Nicolò Girgenti, insieme a qualche altro complice, stava rubando piante di marijuana dalla serra che aveva gestito fino a circa tre mesi prima.
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