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22/11/2018 07:01:00

La protesta degli avvocati penalisti di Trapani: astensione dalle udienze e assemblea

 Continua la protesta degli avvocati penalisti di Trapani. Dopo due giorni di astensione dalle udienze, oggi, 22 Novembre, ci sarà un'assemblea, convocata d'urgenza dalla Camera Penale di Trapani, alle ore 12, nei locali del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati presso il Palazzo di Giustizia di Trapani.

"Gli Avvocati Stefano Giordano, Domenico Amoroso, Stefania Alcamo e Laura Marchingiglio rappresenteranno la Camera Penale "G. Rubino" di Trapani a Roma, alla manifestazione organizzata dall'U.C.P.I. a sostegno del Giusto Processo contro i progetti di riforma governativi. Una delegazione qualificata per opporre un rifiuto motivato e ragionato alla deriva autoritaria che sta sommergendo la Patria del Diritto e alla quale resisteremo con la forza intellettuale che connota l'Avvocatura." - così il Presidente Alagna condensa la piena adesione della Camera Penale di Trapani alle attività dei Penalisti italiani nel contrasto acceso sulle riforme in discussione.

 

Le motivazioni della protesta, che hanno dato vita alla manifestazione nazionale sono così sintetizzate sul sito dell’U.C.P.I.:

“I penalisti italiani chiamano la comunità dei giuristi, la cultura, la politica e l’informazione a difesa dei diritti della persona riconosciuti dalla Costituzione e contro la restaurazione giustizialista del processo penale, per dire con chiarezza a tutti i cittadini che:

- Il processo penale non è il luogo popolato di colpevoli in attesa di essere condannati o altrimenti di farla franca grazie ai cavilli degli azzeccagarbugli. Il processo è il rito pubblico e solenne mediante il quale il giudice verifica la fondatezza di una accusa formulata nei confronti di un imputato che si presume innocente.

- L’imputato ha diritto a che il Giudice pronunci la sentenza in un tempo ragionevole e definito. Solo una concezione disumana della persona e un’idea incivile del processo penale possono generare il processo infinito, che oltraggia e pregiudica i diritti più elementari dell’imputato e delle stesse persone offese.

- È inaccettabile la pretesa di intervenire sulla eccessiva durata dei processi comprimendo i diritti di difesa e le forme di acquisizione della prova in contraddittorio tra le parti, lasciando invece intatta la signoria dei pubblici ministeri sulla durata delle indagini.

- È insanabilmente contraddittoria la pretesa di accorciare i tempi di celebrazione del processo ed allo stesso tempo di demolire la efficacia dei riti alternativi al dibattimento

- Nessun Governo può seriamente affrontare materie complesse e delicate come il processo penale mediante emendamenti dell’ultim’ora, o comunque improvvisando riforme “epocali” senza alcun confronto serio con la comunità dei giuristi, e senza alcun rispetto per tempi, modi e forme irrinunciabili per qualsiasi democrazia parlamentare.”