Marsala, la dottoressa picchiata in Guardia Medica. Razza: "Buttate le chiavi..."
"Buttate le chiavi...". E' il lapidario commento di Ruggero Razza, assessore regionale alla Salute, dopo quanto pubblicato ieri da Tp24.it e ripreso dalle altre testate.
Un episodio, l’ennesimo, di violenza che si consuma ai danni di un medico.
Sabato a Marsala è stata aggredita una guardia medica, una donna, giovane medico di nemmeno trenta anni. Un lavoro fatto di impegno e di sacrificio, anche di rischio.
Le guardie mediche sono sempre più sole, operano in condizioni di non sicurezza, spesso si consuma la violenza fisica, quella verbale è diventata la norma.
E così sabato sera, 23 febbraio, un uomo che non voleva attendere il turno ha aggredito la dottoressa che prestava il suo servizio presso la Guardia Medica dell’ex ospedale San Biagio.
Sputi e schiaffi che si sono tradotti in sette giorni di prognosi per la giovane dottoressa.
Episodi che colpiscono la professione, dai casi nazionali a quelli regionali.
Chiara la posizione dell’assessore alla Salute Ruggero Razza, piena condanna e costituzione di parte civile contro chiunque aggredisca i camici bianchi: “Una società malata è quella in cui il camice, esattamente come la divisa, diventa un bersaglio. Noi invece dobbiamo lavorare tutti insieme e ha fatto molto bene il presidente Musumeci a chiedere l’intervento dei prefetti e la convocazione dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica”.
Una escalation di aggressioni, di fatti gravi che minano la serenità lavorativa delle professioni sanitarie.
Molto dispiaciuto e amareggiato per quanto accaduto è Rino Ferrari, presidente dell’Ordine dei Medici di Trapani: “Il problema è che c’è una vera e propria aggressione alla professione sanitaria, dalla guardia medica alla corsia ai medici di base. Si tratta di violenza non solo fisica ma anche verbale e che abbiamo già portato avanti all’attenzione dei vertici nazionali e regionali. Va rivista tutta la sicurezza del sistema sanitario, i tagli alla sanità non colpiscono solo i cittadini ma anche gli stessi medici. Un medico non può più stare da solo, ha bisogno di essere affiancato da un infermiere oppure da un autista, il medico deve operare in serenità senza correre alcun rischio”.
Ferrari ha già allertato i vertici dell’Asp e anche il Prefetto per poter condividere percorsi e soluzioni per tamponare il problema.
Sembra un bollettino di guerra quello delle aggressioni ai camici bianchi, i dati allarmanti sono proprio al Sud dove crescono le denunce, si parla di almeno dieci casi al giorno a livello nazionale.
Nel mirino ci sono soprattutto i medici di pronto soccorso e di guardia medica, le cause sono legate a fattori socio culturali e alle carenze strutturali e organizzative dei presidi.
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