Sicilia, 8 Marzo macchiato di sangue: massacrata di botte dal fidanzato per un post
"Non permettere a nessuno di spegnere il suo sorriso". Per questo post una giovane di 30 anni è stata uccisa dal suo fidanzato. Massacrata di botte.
Alessandra aveva 28 anni e amava la cucina. Viveva con Christian, 26 anni, in un piccolo appartamento in una borgata di Messina, Santa Lucia Sopra Contesse. I genitori di Alessandra abitano nello stesso edificio, al piano di sotto, ma non hanno sentito né le urla dell’ennesima lite scoppiata tra i due fidanzati, né le grida della ragazza, colpita più volte alla testa, sbattuta a terra fino a morire. A scoprire il delitto è stato il padre della giovane vittima. Con la moglie avevano più volte provato a chiamarla e, non avendo avuto risposta, si erano allarmati. Così ha deciso di salire in casa per capire cosa fosse accaduto. Entrato da una finestra rimasta aperta, ha trovato Alessandra sul letto in una pozza di sangue. Era morta probabilmente da qualche ora. Il viso tumefatto, il corpo pieno di lividi. Segni inequivocabili di una violenza bestiale. I sospetti degli inquirenti - le indagini sono state coordinate dal procuratore di Messina Maurizio De Lucia - sono caduti presto sul fidanzato. Le cose nella coppia non andavano più bene. Christian era geloso di un ex ragazzo della vittima e temeva che i due si fossero riavvicinati. Era diventato ossessivo, lei aveva deciso di lasciarlo.
Ieri sera l’ultima discussione. Christian ha perso la testa e l'ha massacrata di botte. Poi si è allontanato. Interrogato dalla polizia, ha prima negato. Poi è crollato e ha confessato l’omicidio, raccontando agli investigatori di aver agito in preda a un raptus di gelosia. La Procura l’ha fermato in serata.
«Non c'era stato mai nessun segnale e per questo non è stato possibile evitare questo gesto fatto eclatante» ha spiegato questa sera in una conferenza stampa, nella Questura di Messina, il Procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci. «Gli strumenti oggi ci sono per prevenire questi fatti - aggiunge - ma non c'era mai stata una denuncia. Mi auguro che chiunque in futuro sia vittima di questo tipo di episodi li denunci». Il pm Marco Accolla titolare dell’inchiesta presente alla conferenza stampa osserva: «quanto è avvenuto è molto grave. A prescindere da quello che l’indagato ha dichiarato abbiamo continuato l’interrogatorio fino a quando ha ammesso le sue responsabilitá. La relazione inizia meno di un anno fa. Convivevano da maggio del 2018 spesso litigavano e interrompevano relazione ma si continuavano a frequentare. Ultimamente non dormiva a casa della ragazza. L’omicidio è avvenuto in tarda serata. Inizialmente ha tentato di allontanare da se ogni sospetto. Ha mandato una sms dal telefono della ragazza al padre di lei chiedendo aiuto. Nel messaggio dava la colpa all’ex ragazzo della giovane dicendo che era presente in casa e che le impediva di aprire la porta. Dopo alcune verifiche è emerso che l’ex fidanzato non c'entrava nulla e Ioppolo ha confessato. Il movente è la gelosia e le condizioni economiche molto difficili».
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