Ignazio Melodia, il boss medico di Alcamo che diceva: "Io comando mezza provincia..."
La settimana scorsa dopo che era stato trasferito in ospedale per essere sottoposto ad un intervento chirurgico è morto il boss alcamese Ignazio Melodia, detto "u dutturi", aveva 64 anni. Vediamo chi era il boss medico di Alcamo.
Per anni è stato medico dell’Asp di Trapani, presso il dipartimento di Igiene pubblica. Fratello del reggente del mandamento alcamese Nino, che sta scontando un ergastolo, Melodia era stato condannato lo scorso mese di giugno dalla Corte d'Appello di Palermo a 6 anni e 4 mesi.
CAPO MANDAMENTO DI ALCAMO - Ritenuto dagli investigatori il reggente di Cosa nostra ad Alcamo, è stato arrestato nel 2002 e l'ultima volta nel 2017, nel corso dell'operazione "Freezer". I poliziotti della Squadra Mobile e gli agenti della Dia registrarono i movimenti e le riunioni in una cella frigorifera dove i mafiosi si davano appuntamento per sfuggire alle microspie.
Operazione "Freezer" - Assieme a Melodia nell'operazione "freezer" furono arrestati; Salvatore Giacalone e Giuseppe Di Giovanni perché appartenenti alla famiglia mafiosa di Alcamo; Antonio Stella per aver svolto un ruolo di collegamento tra le articolazioni mafiose presenti nel territorio e per aver fatto da tramite tra Ignazio Melodia e Vito Gondola, boss di Mazara del Vallo. Filippo Cracchiolo per aver fatto da intermediario nell’organizzazione d’incontri e riunioni mafiose e per aver messo a disposizione i locali del proprio negozio ad Alcamo per gli incontri riservati del clan.
La famiglia Melodia. Quella di Ignazio Melodia è una famiglia di mafiosi. Mafiosi sono il padre Cola, lo zio Diego e il fratello Antonino. Le indagini della Polizia di Stato e della D.I.A. confermano che la famiglia Melodia, affiliata ai “Corleonesi”, è da anni saldamente a capo del mandamento di Alcamo, nonostante i ripetuti arresti che ha subito. E a capo della cosca alcamese, c’era di nuovo Ignazio Melodia, scarcerato, dopo dieci anni, nel luglio 2012.
LE INTERCETTAZIONI - Il ruolo di Ignazio Melodia e della sua particolare specializzazione nelle estorsioni è emersa, grazie all’operazione “freezer”, dopo la sua scarcerazione del 28 luglio 2012, grazie ai dialoghi in carcere tra i mafiosi Diego Ruggeri e Michele Sottile di Castellammare del Golfo, arrestati dalla Squadra Mobile di Trapani nel 2012 nell’operazione “Crimiso”. I dialoghi intercettati dalla Squadra Mobile trapanese hanno fatto luce sul ruolo di vertice che Ignazio Melodia aveva di nuovo assunto nel gestire gli affari del mandamento mafioso.
"Io comando mezza provincia..." - Un capo mafia in doppio petto, medico con tanto di iscrizione mantenuta all'ordine dei medici. "Io comando mezza provincia...", andava dicendo Ignazio Melodia. E i complici del capomafia in camice bianco dicevano: "Io è da tempo che ho fatto la scelta di essere mafioso...io il mafioso sempre ho voluto fare...". E' questo un altro dei passaggi intercettati da Squadra Mobile di Trapani e Dia, durante lunghe indagini, tra il 2012 e il 2016.
Ignazio Melodia, sempre al centro delle indagini antimafia dagli anni '90 fino al 2017. Nel 2012 è uscito dal carcere dopo l'ultima condanna per associazione mafiosa e immediatamente si è ricollocato al vertice del mandamento di Alcamo, forte del fatto di essere "figlioccio" del boss latitante di Castelvetrano ( Matteo Messina Denaro ). Da lui negli anni '90 fu "punciutu" e messo dentro Cosa nostra trapanese. Melodia per le sue condanne da tempo era stato licenziato dalla Asl presso la quale lavorava, ma è rimasto iscritto all'albo dei medici della provincia di Trapani.
L'iniziazione con Messina Denaro come Padrino - Di Ignazio Melodia il pentito di Cosa nostra Vincenzo Ferro ricorda il giorno dell’iniziazione, avvenuta a Dattilo nel febbraio del 1996: Melodia venne affiliato da Matteo Messina Denaro in persona. Lo stesso Ferro avrebbe dovuto prendere il posto di Antonino Melodia come gli aveva detto un altro pentito Vincenzo Sinacori, ma poi Ferro rifiutò per lasciarlo al medico “in quanto - disse - era persona ben conosciuta nel paese perché medico, fratello di Antonino e titolare di un ufficio pubblico che rilasciava certificati di abitabilità…”.
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