Campobello, discarica abusiva all'interno di una cava dismessa. Denunciato il proprietario
Rifiuti pericolosi, fusti contenenti olio, elettrodomestici in disuso, sfabbricidi e pneumatici. C'era tutto questo nella discarica abusiva all'interno di una cava dismessa in un terreno di Campobello di Mazara.
Il proprietario, un uomo di Campobello, classe 67, è stato denunciato dai carabinieri e dal nucleo di polizia ambientale di Trapani. Questo il comunicato dei militari:
Nella giornata del 18 febbraio 2020, i Carabinieri della Stazione di Campobello di Mazara e del Centro Anticrimine Natura di Palermo - Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale e Nucleo CITES di Trapani, nell’ambito di uno specifico servizio finalizzato al contrasto del degrado urbano ed ambientale, hanno denunciato in stato di libertà per attività di gestione di rifiuti non autorizzata, G.V., campobellese, cl.67, già gravato da precedenti di polizia.
I militari hanno scoperto che l’uomo aveva realizzato una discarica abusiva in una cava di tufo dismessa ricadente su un appezzamento di terreno, di circa 1 ettaro, di proprietà del denunciato, in assenza delle previste autorizzazioni.
Infatti, all’interno della cava era stata depositata una notevole quantità (circa 3000 metri cubi di volume) di rifiuti di varia tipologia, speciali ed urbani, pericolosi e non, prevalentemente composta da elettrodomestici fuori uso, fusti contenenti residui di prodotti petroliferi, pneumatici, sfabbricidi, parti di demolizione di auto, imballaggi e serbatoi in pvc.
Tutti i rifiuti risultavano abbandonati sul fondo naturale del terreno non impermeabilizzato e, quindi, senza alcuna precauzione per evitare eventuali dispersioni di sostanze inquinanti nell’ambiente circostante.
Alla luce di quanto rinvenuto, dato l’evidente stato di abbandono e di miscelazione con cui erano accatastati rifiuti di vario genere, senz’altro classificabili quali rifiuti speciali pericolosi, i Carabinieri provvedevano, oltre che a denunciare l’utilizzatore del fondo, a porre sotto sequestro preventivo il fondo stesso e tutti i materiali rinvenuti.
Tale importante risultato operativo dei Carabinieri della linea territoriale e dei Carabinieri Forestali, costituisce un ulteriore affondo al contrasto dei reati in ambito ambientale, che si aggiunge ai precedenti successi, già riscossi nel recente passato nello specifico ambito, al fine di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini.
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