Alex Britti in concerto alle Cantine Fina. Kebrillerà 2026
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Nella lotta al coronavirus c'è un farmaco antinfluenzale che sta avendo successo in Giappone, tanto da portare il Paese alla "quasi" normalità.
Ovviamente, è ancora tutto da verificare su vasta scala, ma in questo momento ogni passo avanti nella lotta al virus è un grande successo.
Cosa accade in Giappone? Da martedì la gente è ritornata in strada. In ospedale hanno cominciato a distribuire l’Avigan.
A Tokio, la capitale, fino a oggi ci sono stati solo 102 contagiati, che diventano più di mille nel Paese e con meno di 40 morti.
L’Avigan è un antiinfluenzale fino a poco tempo fa venduto in farmacia: in Giappone hanno scoperto che somministrato ai primi sintomi di coronavirus, accertati con il tampone, blocca il progredire della malattia nel 91% dei casi. Poco può fare invece in quelli più gravi e avanzati,
quando il Covid-19 ha già danneggiato i polmoni.
Hanno annunciato questa novità ai tg e poi è iniziata la distribuzione negli ospedali, previo appuntamento e tampone positivo. Il farmaco è
composto da un blister con tre pasticche.
Sull’Avigan, o Favipiravir, prodotto dalla Fujifilm Toyama Chemical, c’è da settimane molta prudenza, sebbene giorni fa i suoi effetti positivi siano stati riconosciuti dagli scienziati cinesi che lo hanno testato a Wuhan e Shenzhen.
Affinché un farmaco possa entrare in commercio in Italia, e in Europa, deve essere sottoposto ad adeguati controlli e studi.
La situazione non sembra essere così positiva, però. Ovviamente, occorre sottolinearlo, il numero dei decessi nel Sol Levante si è ridotto ed è di gran lunga inferiore a quel che sta accadendo in Italia. Ma la soluzione potrebbe non essere l’Agavir. Secondo Roberto Burioni, infatti, non ci si può che fidare delle comunicazioni ufficiali, ‘tagliando le gambe’ ai messaggi social, come già accaduto con l’Arbidol.
Il farmaco russo, il preparato giapponese, la vitamina C, la pericolosità dell'ibuprofen, i proclami sugli ACE inibitori che i somari scrivono ECA hanno una cosa in comune: sono tutte scemenze. Le novità vi arriveranno dalle autorità sanitarie, non dai social o da YouTube.
— Roberto Burioni (@RobertoBurioni) March 21, 2020
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