La nuova lista delle attività che restano aperte
Nel confronto di ieri mattina tra il ministro dello Sviluppo economico Patuanelli e i sindacati è stata decisa la limitazione, fino al 3 aprile, dell’attività dei call center, della fabbricazione di carta, articoli in materie plastiche e ingegneria civile; lo stop totale alla fabbricazione di corde, articoli in gomma, macchine per l’agricoltura e per l’industria alimentare; il via libera alla fabbricazione di confezioni in vetro per alimenti, di batterie e pile, di macchine automatiche per l’imballaggio e alle agenzie di somministrazione.
Queste novità sono contenute nell’allegato che corregge e integra il Dpcm del 22 marzo, in vigore da oggi.
«I numeri assoluti, relativa alla metalmeccanica, sono questi: cancelli chiusi per poco meno di centomila imprese (97mila, per la precisione), non più al lavoro (almeno) 1,4 milioni di addetti, spente linee produttive in grado di generare 175 miliardi di euro di esportazioni. Il provvedimento del Governo è dunque assai più pervasivo e stringente sulla metalmeccanica in particolare che non sull’industria in generale, ferma da questa mattina al 70 per cento. Il presidente di Federmeccanica, Alberto Dal Poz: «La metalmeccanica innerva l’intera economia». Sulla consistenza, bastano poche cifre. La meccanica è l’asse portante della manifattura: 105mila aziende (un numero che include i laboratori artigiani, mentre le imprese associate a Federmeccanica sono 16mila), 1,6 milioni di addetti, 500 miliardi di euro di fatturato, 100 miliardi di valore aggiunto e 220 miliardi di export (con un attivo di 60 miliardi, essenziale per riequilibrare la bilancia commerciale italiana). La meccanica incide per l’8,1% sul valore aggiunto dell’intera economia e per il 47,7% su quello dell’industria manifatturiera; per il 6,1% sull’occupazione italiana e per il 42,2% su quella della manifattura; per la metà delle esportazioni nazionali» così Il Sole 24 Ore.
Conte alla Camera
Per la prima volta da quando è scoppiata l’emergenza coronavirus Giuseppe Conte si è presentato alla Camera. «Saremo all’altezza? La storia ci giudicherà, verrà il tempo dei bilanci, tutti avranno la possibilità di sindacare, il governo ha agito con determinazione e speditezza». Ha anche annunciato l’invio di medici e 500 infermieri nelle zone più colpite dall’epidemia. «Interverremo anche con stanziamenti aggiuntivi di non minore importo rispetto ai 25 miliardi già stanziati con il primo decreto». Claudio Tito su Repubblica scrive stamattina che la prossima manovra, da varare prima di Pasqua, metterà in tavola 50 miliardi. Il pagamento delle tasse sarà rinviato. «Difficilmente il rapporto deficit/Pil scenderà sotto il 5%».
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