23/04/2020 11:15:00

Da Vienna in Sicilia

 Ammiravo il bellissimo castello di Schoenbrunn, nella Vienna imbia cata dalla neve di dicembre.

Eravamo in tanti, attenti nell'ascoltare la guida austriaca che orgogliosa raccontava la storia del castello e dei personaggi che lo avevano abitato.
Poco distante dal gruppo, c'era una bella signora bionda, intenta ad ammirare con molta più attenzione degli altri la delicatezza degli stucchi, i quadri dei grandi pittori ed i mobili d epoca che ornavano le sale. Poi ad un tratto non la vide più.

Quando avevo perso ogni speranza di incontrarla, la vidi seduta al bar del Castello. Mi avvicinai e le chiesi con il mio inglese stentato se potevo dividere con lei il tavolo per una colazione. Con un sorriso acconsentì alla mia richiesta.
Mi sedetti e mi presentai: “Mi chiamo Elio e vengo dalla Sicilia”.

“Io sono Helen”, mi rispose in un italiano quasi perfetto, “vengo da Berlino e adoro la Sicilia”. Dal complimento che fece alla mia terra, mi sentii gratificato per esservi nato.
“Sono stata molte volte in Sicilia”, continuò Helen, “l'ultima volta il mese scorso, a Piazza Armerina. Ho ancora davanti a gli occhi la grandezza dello spettacolo che circonda la Villa del Casale. La bellezza del dettaglio nei mosaici che ricoprono i pavimenti della Villa con le scene di caccia, la corsa delle quadriglie del Circo M assimo di Roma e la stanza delle ragazze in bikini ne fanno un luogo incantevole, il cui pensiero mi dà ancora oggi la sensazione di viver n e il tempo”. Io l'ascoltavo senza interromperla. E lei ancora: “Vedi, se una persona conosce la Sicilia, capire il mondo diventa più facile. La tua terra è come uno scrigno che racchiude la storia dell'umanità, dove le emozioni prendono un posto d'onore nei ritmi dell'anima. Ma perché ripeto a te queste cose? Chissà quante volte avrai provato le mie stesse emozioni vivendo in Sicilia”.

Mentre la bella signora parlava, io facevo un timido assenso bugiardo con il capo e dentro di me l'unica sensazione che provavo era di vergogna per non aver mai visto quei luoghi da lei tanto decantati, per non essermi mai fermato mentre rincorrevo località lontane, come se la lontananza mi desse più conoscenza e più cultura.
Dopo l'incontro con la bella signora tedesca, al mio ritorno in Sicilia, il primo pensiero fu quello di mettermi in macchina e di colmare la mia grande lacuna, fare il giro dell'isola. Iniziai con l'itinerario Fenicio Punico e quello Grec o Romano e poi continuai fino a s coprire paesi sperduti, belli e affascinanti, spiagge meravigliose che, insieme a lla Sicilia famosa, racchiudono come in un tabernacolo la storia del mondo.

Fino a quella volta credevo che il bello stesse lontano, invece l'ho trovato dietro l'angolo di casa mia.

Elio Licari



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