23/05/2020 06:00:00

 Salemi. Dopo il danno la beffa: esclusi dai fondi speciali i comuni siciliani ex zone rosse 

Contrordine. Salemi, Villafrati, Troina e Agira, dichiarati ‘zone rosse’ per ben 40 giorni, sono stati esclusi all’ultimo momento dal fondo dei duecento milioni per agevolare un’auspicabile ripartenza economica. Stranamente, i quattro comuni siciliani non figurano più nel decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Eppure, la notizia del loro inserimento aveva fatto il giro delle redazioni di giornali, radio e Tv. Un vero giallo. Come per magia, sparite nel nulla. Dopo il danno, la beffa! Dell’esclusione se ne sono accorti subito i sindaci dei comuni siciliani interessati. La loro reazione è stata molto forte. Uno “squallido giochetto” l’hanno definita.

Un cinico schiaffo alle popolazioni che rappresentano e che hanno sofferto non poco a causa delle limitazioni “imposte” per contrastare la diffusione del Covid-19. “Escludere con uno squallido giochetto le ex 'zone rosse' dal Fondo di duecento milioni necessario per la ripartenza economica, dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale, è un voltafaccia dell'ultimo momento che da rappresentanti di comunità oneste e che credono nello Stato non possiamo accettare", ha scritto in una nota il sindaco Domenico Venuti, con i colleghi Franco Agnello (Villafrati), Maria Gaetana Greco (Agira) e Sebastiano Venezia (Troina).

Legittima la domanda dei quattro primi cittadini: "A questo punto il governo dica subito se intende sostenere le famiglie, le imprese e i Comuni che per settimane hanno dovuto subire una limitazione totale dei movimenti”.A quanto pare nelle ultime ore si sarebbero attivati contatti diretti sia con rappresentanti del governo sia anche con parlamentari.  A scomparire dal Decreto non sono state solo le quattro ex ‘zone rosse’ siciliane, ma anche quelle del Veneto e della Campania. Ma una differenza sostanziale sul tipo di reazione c’è stata.

Mentre per i sindaci veneti e campani si è subito sentita la voce di Zaia e De Luca, i governatori delle due Regioni, i siciliani non sono rimasti soli e se la sono dovuta sbrigare da soli nella rivendicazione. Correttamente hanno fatto notare che il decreto prevede che per usufruire dei finanziamenti del Fondo il comune deve essere stata zona rossa almeno per 30 giorni.  E quindi non si capisce la disparità di trattamento con quelli della Lombardia ed Emilia Romagna. Tutte le zone rosse devono essere ristorate dal fondo nel decreto. Non ci sono zone rosse di serie A e di serie B.  Si tratta di una questione di giustizia sociale.

Mentre scriviamo, da un lancio di agenzia, si apprende che ci sarebbe (il condizionale è una nostra precauzione) l’impegno a modificare nuovamente il decreto con un emendamento in sede parlamentare. Mancherebbe solo un impegno formale anche da parte del Governo. Il nome dell’autore del “delitto”, a differenza dai gialli classici non si saprà mai. Ma poco conta, l’importante è che arrivino i soldi. Se così non fosse, in che modo un’Amministrazione comunale potrebbe riuscire a soddisfare le legittime richieste avanzate in questi giorni, proprio a Salemi?

Con una lettera inviata al sindaco, numerosi imprenditori, commercianti e artigiani hanno chiesto "interventi concreti e immediati" a sostegno delle attività colpite dall'emergenza economica causata dal Covid-19. “Siamo dalla stessa parte e intendiamo ripartire tutti insieme e sono profondamente convinto della piena sintonia tra l'Amministrazione che guido e lo spirito che anima le loro legittime richieste”, ha dichiarato Domenico Venuti. Ma tra il dire e il fare, in questi casi non c’è il mare, ma le risorse finanziarie.

Vero è che sono stati sospesi i tributi locali come anche gli accertamenti e che nessuna bolletta in questi mesi è stata emessa. Ma se gli interventi finanziari, sia quelli ordinari che quelli straordinari, tardano ad arrivare o addirittura vengono cancellati come quelli previsti dal Fondo istituito dallo Stato destinati alle ex ‘zone rosse’, ogni proposito di rilancio concreto rischia di restare solo un miraggio. Prendersela con i sindaci, di qualunque colore siano, equivale a sparare sulla Croce Rossa. Tra i politici, sono quelli che stanno in trincea e che ci mettono la faccia ogni giorno ad affrontare lo scontento e il malumore dei cittadini. Ora con il disastro causato dalla pandemia, Stato e Regione dovrebbero capire che non c’è tempo da perdere, prima che le condizioni generali del paese non prendano una strada senza ritorno.

Franco Ciro Lo Re