Le foto dei marinai di Mazara sequestrati in Libia
Ecco le prime foto di alcuni dei marinai delle barche da pesca Antartide e Medinea, di Mazara del Vallo, sequestrati dalla autorità Libiche il 1° settembre a 35 miglia a nord di Bengasi.
"Abbiamo avuto rassicurazioni, da nostri interlocutori Libici, circa le buone condizioni di salute dei componenti l’equipaggi, e che le diplomazie sono al lavoro nel tentativo di assicurare il loro ritorno a Mazara del Vallo oltre che delle loro barche da pesca, nel più breve tempo possibile" si legge in una nota dell'associazione Progetto Isola "Presente"
"Rimane aperto il contenzioso tra i due Paesi riguardo il limite delle acque territoriali esteso unilateralmente dalla Libia fino a 75 miglia, nel 2005, consentito loro dal trattato di Montego Bay del 1982, di cui l’Italia ne fu prima firmataria e oggi dalla stessa contestato per difetto di interpretazione della convenzione medesima secondo la quale parte di tali areali sono da intendere acque internazionali".
"Più volte - continua la nota - abbiamo suggerito alle autorità competenti la formulazione di un accordo di pesca bilaterale Libia/ EU (sulla scorta di quelli stipulati con i paesi del west africa) che consentirebbe la regolamentazione dell’attività nel pieno rispetto delle leggi e sotto l’egida della Unione Europea, al fine di garantire lo svolgimento della pesca in condizioni di massima serenità e nella logica di partnariato".
"Oggi riteniamo sia l’unica strada percorribile per mettere fine a questa annosa questione e sin da adesso , come associazione API, siamo disposti a contribuire fattivamente, grazie anche alle relazioni che ci legano con importanti realtà Libiche del settore, le quali da tempo auspicano la normalizzazione e la regolamentazione di accordi specifici, a cui l’Europa e l’Italia non hanno mai dato la giusta considerazione Non ci resta che sperare la fine di questo ulteriore incubo per la marineria mazarese e per le famiglie dei pescatori, a cui va la nostra incondizionata solidarietà, e poter raccontare a breve la loro liberazione", conclude Api.
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