23/09/2020 08:31:00

Coronavirus: il bluff del tampone con il risultato in tre minuti 

E' un bluff la notizia dell'azienda italiana che ha inventato un tampone salivare per dare il risultato sul coronavirus in tre minuti, ed era pronta a produrne 20 milioni. Lo racconta il Corriere della Sera. 

Un’azienda brianzola (la Allum di Stefania Magni) un professore di genetica dell’Università del Sannio (Pasquale Vito) e una società biotech collegata all’ateneo campano (Genus Biotech), hanno annunciato di essere pronti a produrre 20 milioni di tamponi salivari per rilevare il Covid in tre minuti. 

Tanto per cominciare la Allum di Merate (Lecco) è una piccola azienda in difficoltà (120 mila euro di fatturato e 121 mila di perdita), produce lampade, magari si risolleverà ma come possa reinventarsi il business dalla sera alla mattina è un mistero. «Abbiamo passato tutti i test del ministero della Salute», ha detto la titolare della Allum, Stefania Magni. Ma non è vero, il ministero ha smentito. Ancora più misteriosa è quest startup Genus Biotech, della quale l'Università del Sannio non possiede neanche un'azione. 

Il professor Vito - che ha la partenità scientifica del tampone - aveva dichiarato nell’incontro con la stampa che erano stati fatti 100 test sul dispositivo. Poco più che parenti e amici per le leggi della sperimentazione scientifica. Al telefono con il giornalista del Corriere lo ammette: «Sì sì, con quei numeri non si va da nessuna parte, non sono sufficienti per stabilire l’efficacia di un test». 

Qui l'articolo completo. 

Va anche detto, comunque, che, a parte questa storia un po' meschina i tamponi rapidi esistono. E alcune aziende di settore ci stanno lavorando. Si tratta di tamponi che vengono effettuati negli aeroporti di Roma, per esempio, sono test utili per individuare, in pochi minuti, le persone infette che presentano un’alta carica virale e quindi quelle che dovrebbero essere maggiormente infettive. Si tratta di un test che cerca, nelle secrezioni respiratorie, le proteine del virus, gli antigenici.


Questa opzione di screening è adottata nelle scuole di Lazio e Veneto per evitare, in caso di sospetto, di bloccare e paralizzare gli istituti in attesa di tamponi che, seppur più affidabili, comunicano il risultato in 24-48 ore. Pensare di effettuare tamponi “classici” a tappeto nelle scuole risulterebbe alquanto complicato.



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