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10/10/2020 06:00:00

Marsala, la prima giunta Grillo. Intrecci e fughe in avanti per le poltrone

Si è tenuta ieri la prima giunta comunale, a Marsala, presieduta dal sindaco Massimo Grillo, nessuna attribuzione di deleghe ancora in vista delle ulteriori tre nomine da fare.


I nomi in ballo sono quelli dei consiglieri uscenti Ignazio Chianetta e Michele Gandolfo e di Rosa Rubino, moglie dell'ex sindaco Salvatore Lombardo. Ancora incertezza sul nome che avrà la carica da vice sindaco, seppur da Palermo rumors indicavano la figura di Paolo Ruggieri.
Il dibattito politico in città si è animato, i deputati regionali, sia Stefano Pellegrino che Eleonora Lo Curto, sono soddisfatti del risultato ottenuto e dell’elezione del sindaco.
Con molta probabilità gli ulteriori tre assessori saranno nominati a presidenza del consiglio eletta, cioè tra circa quindici giorni.
Sul nome della seconda carica della città pare non ci siano dubbi,
a ricoprirla sarà proprio l’uscente Enzo Sturiano, che ha incassato 1043 preferenze e ha una forte conoscenza della macchina amministrativa. A chiedere spazio, invece, è un altro consigliere: Ivan Gerardi che pare avrebbe chiesto alla deputata Eleonora Lo Curto di poterlo supportare in questa manovra. Azione che non ha trovato sfondamento in altri colleghi consiglieri, che preferiscono di gran lunga la figura di Sturiano.

 


Chiunque cerca un posto al sole, tutti folgorati dalla voglia di fare carriera politica, proiettati a cercare una poltrona per poi fare lo scatto successivo. Anche perchè i gettoni di presenza per i consiglieri si sono ridotti e di parecchio.
C’era da aspettarselo e se ne vedranno delle belle. Finite le amministrative qualcuno comincia addirittura a proiettarsi alle regionali del 2022.

 


Stefano Pellegrino
, intanto, ringrazia Enzo Sturiano: “ Primo degli eletti della coalizione Grillo, che ha confermato, con l’invidiabile risultato, l’apprezzamento da parte dei concittadini della sua azione politica e sociale ed il riconoscimento della stima a lui tributata dai marsalesi con il voto espresso in suo favore.
Peraltro, la mia scelta, condivisa con il coordinatore regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè, di impreziosire la lista di Forza Italia con la candidatura di Enzo Sturiano, ha consentito l’ottimo risultato della lista stessa e determinato l’elezione anche della brava Elia Martinico. Con noi ha vinto Marsala
".
Marsala ha bisogno di ordine, a chiederlo congiuntamente e ad assumersi l’impegno sono Oreste Alagna e Eleonora Lo Curto, UDC: “Marsala vuole vivere una stagione nuova e l’Amministrazione Grillo è pronta a questa sfida, ma lo Stato deve garantire maggiore sicurezza sia nella lotta al Covid-19 che nel controllo del territorio dopo gli episodi di violenza razzista che si sono verificati recentemente”.
I due esponenti politici chiedono l’arrivo dell’esercito in città
per aumentare la vigilanza per far rispettare le norme di precauzione contro la diffusione del coronavirus e per aiutare le altre forze dell’ordine nei controlli atti a prevenire derive razziste o di emarginazione dei migranti: “Ci intestiamo un’azione seria per far diventare Marsala più sicura considerando tale condizione come la premessa per determinare sviluppo economico”.

Una seria, reale, ed inequivocabile analisi del voto sui risultati conseguiti dalla Lega li fa la deputata europea, Francesca Donato, che si è candidata al consiglio comunale e pur essendo una “fuori sede” ha raggiunto i 100 voti mentre i marsalesi candidati sono arrivati a una cinquantina di voti.
Stessa cosa per Mimmo Di Maria, mazarese, candidato al consiglio comunale è andato oltre i 130 voti.
La dirigenza marsalese ne è uscita sconfitta, i designati assessori hanno portato numeri così bassi da non rappresentare nemmeno un quartiere.
La Donato non ne fa mistero e lo dice chiaramente: “Il disastroso risultato elettorale di queste ultime amministrative comunali è un dato innegabile. Un chiaro segnale dei gravi errori politici fatti dal nostro partito. La Lega, primo partito italiano, non può certamente restare indifferente al dato politico dei risultati in Sicilia, soprattutto dopo il largo consenso ottenuto solo un anno fa alle Europee. Un segnale inequivocabile che deve servire a chi guida il partito, per comprendere le dinamiche del territorio siciliano e riorganizzare la struttura locale del partito. Serve un cambio di passo per il bene stesso della Lega”.
La mala gestione del partito è imputabile, secondo la Donato, a una serie di errori commessi dai vertici regionali del partito, troppe rigidità, troppi consiglieri espulsi, commissari cittadini che si sono dimessi dal loro incarico non trovando interlocuzioni proficue con il direttivo regionale.
Poi l’affondo: “La Sicilia non è la Lombardia. Qui i linguaggi, i codici di comportamento, le gerarchie dei valori e anche le priorità sono diversi. Nella nostra isola mancano le strade, le infrastrutture, i centri di studio e ricerca di alto livello e i giovani sono costretti ad emigrare per studiare e trovare lavoro. La Lega in Sicilia non ha ancora fatto propri questi temi, ricalcando troppo ciecamente le linee tracciate dai leader del nord, senza elaborare un proprio progetto per la regione siciliana. Credo che questo sia il principale problema che gli elettori siciliani, in queste amministrative, hanno evidenziato con il loro mancato voto per la Lega”.