30/10/2020 06:00:00

Dpcm. Cala il sipario anche nel Trapanese. “Chiusura ingiusta dei teatri. Artisti non tutelati”

Il mondo della cultura in subbuglio per le disposizioni adottate con l’ultimo dpcm dal Governo Conte e che prevedono la chiusura di teatri e cinema. 

Un settore già in forte crisi, che ha attraversato un’estate difficile, con limitazioni enormi sugli spettatori e l’adeguamento a misure di sicurezza sanitaria molto dispondiose.
Operatori della cultura amareggiati anche in provincia di Trapani dove sono diversi gli attori, gli operatori teatrali, i registi che hanno disapprovato le misure.


Come Giacomo Bonagiuso, attore, autore, e regista teatrale. “Su 350 mila spettatori in tutta Italia nel periodo di apertura soltanto una persona è stata contagiata dal Coronavirus. Vorrei capire la logica di questo provvedimento per una realtà, come quella del teatro, che è la più sicura. Abbiamo adottato tutte le indicazioni di sicurezza”, ha detto Bonagiuso a Buongiorno24. “Il governo avrebbe dovuto occuparsi maggiormente dei trasporti, ma non è stato comprato nessun nuovo bus, o delle scuole aperte subito a tutto carico. Questa situazione è molto imbarazzante, soprattutto se si legge delle scaramucce tra il ministro dello Sport e quello della Cultura. Non si amministra così la cosa pubblica, con le bambinate. Hanno chiuso i teatri per ripicca?”. Bonagiuso è pronto a una provocazione: “chiederò all’arciprete di poter fare delle rappresentazioni teatrali, che hanno a che fare con il teatro religioso, in chiesa. E’ una provocazione la mia. Ma bisogna continuare a nutrire l’anima”.

 


E’ una situazione molto delicata, soprattutto per quello che il teatro riesce a muovere in termini economici. Per l’indotto e per gli artisti. Su questi ultimi è rivolta la maggior preoccupazione di Giovanni De Santis, consigliere delegato dell’Ente Luglio Musicale Trapanese. “Gli artisti non hanno tutele. Un artista ha un periodo di preparazione molto lungo. Deve studiare per 3, 4 mesi per poi andare in tournée. Immaginate un artista che si vede mancare improvvisamente il lavoro. Quei sostegni di cui parlano non bastano. Il teatro è una macchina complessa, con un indotto enorme. Un teatro alimenta un’economia di rilievo”. De Santis attira l’attenzione dei sindacati: “bisogna tutelare gli artisti. Molti sono con partite iva, che non hanno tutele. Non è ammissibile tarare le misure uguali per tutte”, aggiunge De Santis. “Ogni spazio ha la sua capienza, e non è stato giusto, ad esempio, fissare un limite di 200 posti per i teatri, quando ci sono teatri che possono contenere più persone facendo rispettare le distanze e tutti i protocolli. Si legifera con dilettantismo”. Ecco la sua intervista integrale.


 

 



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