"Il teatro è la mia chiesa", nuovo singolo di Giovanni Gulino. Il video
E' uscito venerdì 11 dicembre, "Il Teatro è la mia chiesa" il nuovo singolo di Giovani Gulino ex frontman del gruppo Marta Sui Tubi, il cui testo è stato scritto a quattro mani con il giornalista Andrea Scanzi, la musica è dello stesso Gulino e di Gianfranco Marino. Prodotto da Fabio Gargiulo per l'etichetta discografica Woodworm Label, la distribuzione è della Universal. Il videoclip è stato girato presso il Complesso Monumentale di Santa Maria della Grotta a Marsala, la regia è firmata da Alessio Piazza e Francesco Dinolfo.
"Il teatro è la mia chiesa" racconta il senso di impotenza del mondo artistico all'interno di una pandemia. "Un inno impegnato e attuale, urgente e necessario, come dichiarazione d’amore a un mondo che sentiamo troppo lontano, per rivendicare chi sa trovare qualcosa di sacro fuori da una chiesa, dentro un teatro, in un racconto intimo e personale. Per gridare la fede di chi vede nel palco il suo santissimo altare", racconta una nota di Woodworm che lancia la canzone.
Qui la nota di regia di Alessio Piazza:
Il Teatro diventa una divinità da venerare, il Complesso di Santa Maria della Grotta è il suo tempio.
Tutti gli elementi dell’arte, diventano sacri ed il nostro sguardo è quello di uno speleologo alla scoperta di un tesoro nascosto all’interno della cava stessa. È così che con la scrittura di Giovanni Gulino e Andrea Scanzi, il santissimo altare diventa un palco, la musica lo spirito santo e l’emozione la religione a cui affidarsi.
Una danzatrice ( Sara Parrinello) ci accoglie sulla scalinata a rampe spezzate e ci guida all’interno della latonia, avvolta in un vestito stropicciato come una sposa dimenticata lì dentro, come una musa ispiratrice, come Nina ne “Il gabbiano” di Checov sbatte le sue ali, “ha fede, il suo dolore si placa e quando pensa alla sua vocazione, non ha più paura della vita”. Gianfranco Marino impugna la chitarra come segno della croce.
Sono stato felice di collaborare con Giovanni Gulino, che stimo da sempre, la sua musica non è mai rassicurante: è graffiante, scomoda, scoscesa, proprio come quella chiesa.
Dopo l’esperienza del cortometraggio “Ad Ovest“, incontro nuovamente la creatività di Francesco Di Nolfo per firmare insieme la regia.
Un linguaggio nuovo per me quello di un videoclip, ma ho voluto sperimentare la mia visione teatrale con nuovi tempi ed altre tecniche.
Non c’è nulla di profano, ci addentriamo con un occhio endoscopico, nelle viscere di Santa Maria della Grotta, ricordando con la potenza della musica, con la forza evocativa del testo e delle linee coreografiche, il suo originale splendore, oggi dimenticato e scorticato dal tempo, come spesso accade all’arte a cui siamo devoti.
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