Mafia a Calatafimi, droga e rilevatore di microspie a casa dell'amico del boss
Oltre ad un rilevatore di microspie, con cui aveva effettuato bonifiche per conto del capo della famiglia mafiosa di Calatafimi, Nicolò Pidone, deteneva anche della marijuana, l’uomo fermato durante l’operazione Ruina dagli uomini della Polizia di Stato.
Nel corso della perquisizione domiciliare, eseguita anche con unità cinofile, i poliziotti hanno dapprima rinvenuto un grosso bidone, contenente diversi chilogrammi di residui di lavorazione delle piante di cannabis e poi oltre 400 grammi di sostanza stupefacente già essiccata.
Nella disponibilità dell’uomo, anche una bilancia di precisione e dei semi, a dimostrazione che avesse gestito, nella scorsa estate, una vera e propria coltivazione di stupefacente.
Per Ludovico Chiapponello, trentasettenne di Calatafimi, accusato di favoreggiamento aggravato, per aver eseguito attività di bonifica tesa a favorire gli interessi della compagine mafiosa locale, sono così scattate le manette anche per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.
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