28/12/2020 09:00:00

"L'odissea di mio padre a Marsala, solo perchè non ha il Covid ..."

Gentile redazione di Tp24,

per tutti noi è stato un Natale diverso, fatto di ansie e di attenzione. Di rispetto delle regole e di speranza che questo rispetto possa bastare.

Per me e la mia famiglia, purtroppo, non è Natale da anni. L’Alzheimer di mio padre ha cambiato tutto ... e ha pensato bene di farlo anche il 25 dicembre 2020 ... come se non fosse già abbastanza!

Arriva una telefonata ed inizia l’odissea. Papà ha 73 di saturazione, non respira bene, ha la febbre da giorni, non mangia, non risponde. Non c’è alternativa, bisogna correre in Ospedale.

Quale ospedale? Questa è la mia prima domanda. Il 118 mi risponde che l’ospedale di riferimento è Marsala ... penso: ma non è Covid hospital? Ok, non c’è tempo da perdere. Papà sta male.

Sirena accesa e con il cuore in gola partiamo.

Prima di salire in ambulanza primo test rapido: negativo. Penso, grazie Dio, almeno questo.

Arriviamo in ospedale, secondo test rapido: negativo anche questo. Continuo a ringraziare il cielo.

E ora? Serve la Tac, dice una gentile dottoressa del pronto soccorso... peccato che è rotta! Litigano gli operatori del 118 e la dottoressa gentile... avrebbero dovuto portarlo in un ospedale della provincia dove la tac funzionava? vabbè, anche adesso non c’è tempo. Adesso siamo in ospedale e mio padre è in buone mani. Mi dicono che bisogna eseguire il test molecolare adesso. Ok, facciamo anche questo. Intanto abbiamo trascorso il Santo Natale fuori, al freddo e al gelo ( come il bambinello) aspettando notizie, che qualche angelo in camice bianco ogni tanto ci porta... ma aspettiamo.

Ci comunicano che eseguiranno la Tac all’ospedale di Mazara perché qui non si può. Ok, almeno quella. Papà risale in ambulanza va a Mazara, esegue Tac, torna in pronto soccorso e arriva il referto: polmonite "ab ingestis". Arriva anche il risultato del test molecolare: NEGATIVO.

Abbiamo scampato il Covid.

Sono le ore 22,30 e ci comunicano che cercano un posto dove ricoverare papà.. ovviamente in un reparto "No Covid". Andiamo a casa, perché il freddo adesso è pesante e capiamo che papà passerà la notte al pronto soccorso, in barella ma, almeno con una coperta calda e con l’aiuto di brave persone.

Buongiorno, è Santo Stefano. Oggi andrà meglio. Iniziano le telefonate, passo da un medico ad un altro perché i turni iniziano e finiscono ... ma mio padre è sempre in barella al pronto soccorso. Per carità, lo stanno assistendo, fanno una terapia ma ancora non c’è posto!

Passa Santo Sfefano, arriva domenica 27, sono le ore 20,00 e mio padre è ancora in barella al Pronto soccorso di Marsala. Nessuno mi sa dire quando e dove finirà questa agonia, un medico mi dice che è grave, un altro mi dice che potrebbe dimetterlo. Intanto, passano le ore, vedo passare ambulanze con sospetti Covid che vanno e vengono e mio padre... sosta in una barella in attesa di
essere dignitosamente assistito.

Ho paura per lui, ho paura che peggiori e che nessuno se ne accorga, ho paura che si infetti e prenda il Covid! Mi fermo un attimo, forse se si positivizza trovano un posto e chissà ... magari si salva!

Sono ancora in attesa, ringraziando i camici bianchi che cercano di fare il loro dovere mi rendo conto che anche loro sono vittime di questo sistema... un sistema in cui ormai, esiste solo il Covid, in cui interi ospedali sono stati convertiti in Covid Hospital ma al contempo non è stata prevista, programmata un’alternativa per i malati comuni ... ad esempio aumentare i posti letto di un reparto come la Medicina, che tra gennaio e febbraio si riempie a dismisura, in altri ospedali della provincia o della Sicilia intera? Così da poter fronteggiare anche la normalità che paradossalmente è diventata l’emergenza?

Scusate, sono solo pensieri i miei ... vengono dalla paura e dalla rabbia ... sono parole di una figlia in ansia per il proprio padre che ha avuto la sfortuna di ammalarsi durante questa maledetta pandemia... ma non di COVID! E intanto il tempo passa e papà sosta in una barella al pronto soccorso dell’ospedale "Paolo Borsellino" di Marsala.

Firmato: una figlia NEGATIVA!



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