05/05/2021 06:00:00

L'impatto del Recovery Plan in Sicilia/2. Acqua, Zes e trasporti

Le molteplici aspettative riguardo al dettaglio de fondi dedicati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) all’Isola dovranno ancora attendere per un bel po’ di tempo.

È questo ciò che si comprende nello scorrere in modo più approfondito le 337 pagine che costituiscono il ‘PNRR’ (che abbiamo cominciato ad approfondire ieri, leggi qui la prima parte). Le somme per i singoli intervento, infatti, andranno attribuite in una seconda fase.


IL SISTEMA GIUSTIZIA: ASSUNZIONI – “L’investimento – si legge ancora nel ‘Pnrr’(Pag. 133 Investimento 3.2: Rafforzamento dell’ufficio del processo per la Giustizia amministrativa) – consiste nel finanziare un piano straordinario di assunzioni a tempo pieno e determinato di figure professionali. Le unità di personale saranno distribuite presso le seguenti sedi di Uffici giudiziari ove maggiormente si addensa l’arretrato attuale”. Grazie a ciò “saranno potenziati gli Uffici del processo: 1) Tar per la Sicilia, sede di Palermo; 2) Tar per la Sicilia, sezione staccata di Catania”.

SPERIMENTAZIONE DELL’IDROGENO PER IL TRASPORTO FERROVIARIO – “Un altro settore di interesse per l'idrogeno è il settore ferroviario, in particolare il trasporto ferroviario passeggeri. In Italia circa un decimo delle reti ferroviarie è servito dai treni diesel, e in alcune regioni italiane i treni diesel hanno un'età media elevata e dovrebbero essere sostituiti nei prossimi anni, rendendo questo il momento giusto per passare all'idrogeno, in particolare dove l'elettrificazione dei treni non è tecnicamente fattibile o non competitiva. L’intervento (Investimento 3.4 pag. 180) prevede quindi la conversione verso l’idrogeno delle linee ferroviarie non elettrificate in regioni caratterizzate da elevato traffico in termini di passeggeri con un forte utilizzo di treni a diesel” come accade in Sicilia.

GARANTIRE LA PIENA CAPACITÀ GESTIONALE PER I SERVIZI IDRICI INTEGRATI –“Nel Mezzogiorno – si legge ancora nel ‘Pnrr’ (Riforma 4.3) – l’insufficiente presenza di gestori industriali e l’ampia quota di gestione in economia traccia un quadro del comparto idrico molto frammentato e complesso: i gestori in Sicilia sono 233, (al Sud 995 Comuni gestiscono il servizio in economia). Precedenti esperienze dimostrano che nel Mezzogiorno l’evoluzione autoctona del sistema non è percorribile senza un intervento centrale finalizzato alla sua risoluzione. La riforma è quindi rivolta a rafforzare il processo di industrializzazione del settore (favorendo la costituzione di operatori integrati, pubblici o privati, con l'obiettivo di realizzare economie di scala e garantire una gestione efficiente degli investimenti e delle operazioni) e ridurre il divario esistente (water service divide) tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno”.

RAFFORZAMENTO DELLE ZONE ECONOMICHE SPECIALI (ZES) – “Le Zone Economiche Speciali (ZES) – come descritto ancora nel ‘Pnrr’ (Riforma 1.1 a pag. 281) – sono regioni geografiche localizzate nel Mezzogiorno dotate di una legislazione economica di vantaggio. Ad oggi” in Sicilia “sono state istituite le seguenti ZES: Sicilia occidentale e Sicilia orientale. La riforma punta a semplificare il sistema di governance delle ZES e a favorire meccanismi in grado di garantire la cantierabilità degli interventi in tempi rapidi, nonché a favorire l’insediamento di nuove imprese. La riforma riguarderà l’attività e i poteri del Commissario che avrà la titolarità del procedimento di autorizzazione unica e sarà l’interlocutore principale per gli attori economici interessati a investire sul territorio di riferimento. Inoltre, per semplificare le procedure amministrative di insediamento delle imprese nelle aree ZES, si faciliterà la realizzazione del cd. ‘Digital One stop Shop ZES’, rafforzando così il potenziale di crescita dei territori target, accrescendone l’attrattività nei confronti delle imprese (anche straniere), con conseguente possibile impatto occupazionale.

ZES E INTEGRAZIONE CON I TRASPORTI – “Gli investimenti infrastrutturali proposti per il finanziamento del ‘PNRR’ – si legge a pagina 284 del Piano (Investimento 1.4) Interventi per le ZES – mirano ad assicurare un adeguato sviluppo dei collegamenti delle aree ZES con la rete nazionale dei trasporti, ed in particolare con le reti Trans Europee (TEN-T), al fine di rendere efficace l’attuazione delle ZES. Nell’ambito dei Piani strategici di sviluppo delle otto ZES coinvolte tra le quali vi sono in Sicilia le già menzionate: ZES Sicilia occidentale e ZES Sicilia orientale, sono previste diverse progettualità infrastrutturali. Le principali necessità sulle quali si intende intervenire sono le seguenti: a) Collegamento ‘ultimo miglio’: realizzare efficaci collegamenti tra le aree industriali e la rete ‘SNIT’ e ‘TEN-T’, principalmente ferroviari, che consentano ai distretti produttivi tempi e costi ridotti nella logistica; b) Urbanizzazioni primarie: in alcune aree produttive i tavoli regionali hanno accordi con operatori economici pronti ad investire, che pongono però come condizione la dotazione di infrastrutture delle aree individuate, così come negli altri strumenti di regolazione (piani regolatori comunali, piani paesistici regionali, ecc.); c) Reti di trasporto resilienti ed efficienti con interventi locali mirati a rafforzare il livello di sicurezza delle opere d’arte serventi (spesso vetuste), relativamente all’accesso alle strutture principali (porti, aeroporti, aree produttive) e comunque secondo le regole dettate dalle vigenti normative tecniche (NTC18) e linee guida dedicate.

Alessandro Accardo Palumbo
www.facebook.com/AlessandroAccardoPalumbo



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