10/06/2021 07:10:00

La sanità siciliana e il ritorno di Razza. La politica che non ha la schiena dritta, a Marsala e non solo

 “Non possiamo più permetterci di bloccare l’attività ordinaria degli ospedali”, esordisce così in una intervista l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, una frase di chi non ha nulla a che con fare con la sanità.

Quasi una chiacchiera strampalata, ascoltata al bar, e non è più confortante quello che viene dopo. Se gli ospedali in Sicilia sono ancora convertiti in Covid certamente è perché ci sono queste direttive, si tratta dell’assessorato che dovrebbe dire quando e come gli ospedali torneranno alla loro funzionalità, perché ad oggi a parte i titoli e le dichiarazioni non si vede altro.

Rientrato sulla sua sedia, dalla quale però non era mai andato via davvero, Razza non affronta la questione dei numeri, delle frasi infelici, e afferma che anche lui si atterrà al bollettino quotidiano nazionale.

Se non fosse l’assessore regionale verrebbe da ridere, invece c’è da piangere. Niente lacrime di coccodrillo, per quelle ci hanno pensato i consiglieri comunali di Marsala (città senza ospedale da un anno)  salvo poi allinearsi al potere, come era prevedibile: l’uva non cade mai tanto lontano dalla pianta.

Parla di vaccini Razza, potenziare qui e potenziare lì, ma i numeri sono infelici lo stesso, si spinge oltre sostenendo che “assicura” l’immunità di gregge per i siciliani entro il mese di agosto. Francamente non è ciò che assicura l’assessore a fare stare meglio i siciliani, semmai il loro comportamento responsabile.

Per Razza si è aperta la crepa della fiducia e della credibilità, ecco perchè era necessario che non rientrasse in giunta.

Gradualmente, dice, si porteranno gli ospedali alla loro attività ordinaria.
La domanda sarebbe una e una sola: che significa gradualmente? In che tempistica? In quali reparti? Oggi è il 10 di giugno e l’ospedale Paolo Borsellino di Marsala dovrebbe avere riattivati al secondo piano trenta posti misti di degenza ordinaria, almeno questa data è stata rispettata? Perché la politica locale ulula alla luna ma fa l’inciucio con le stelle.

Parliamo di quella politica che è arrivata dopo, che ha effettuato l’accesso agli atti dopo che il guaio sul padiglione delle malattie infettive era stato fatto, e anche adesso c’è chi si vende il progetto come una grande conquista per la città di Marsala, in verità, e qui le carte parlano chiarissimo, trattasi di riammodernamento del Pronto Soccorso, una manciata di posti letto in più, circa 16.

E’ il caso di dire che la politica, non solo regionale, ma quella locale ha fallito, dal più semplice consigliere comunale al più alto deputato della provincia. Fallisce perché non riesce ad affrontare a schiena dritta il cittadino. Lo ha dimostrato questo consiglio comunale, che ha occupato l’aula perché i consiglieri chiedevano il ripristino dell’ospedale in No Covid e poi però hanno deciso di confrontarsi con il commissario dell’ASP Paolo Zappalà in separata sede, senza l’intervento dei cittadini e della stampa a cui verrà mandato un comunicato tagliato e cucito.

Forse dimenticano, tutti, che sono stati eletti per tutelare le istanze dei cittadini non di chi il potere lo amministra e lo esercita. Si dica anche che gli incontri con il commissario dell’ASP lasciano il tempo che trovano, è la politica che decide l’assetto della rete ospedaliera provinciale. Ma chi contrasta la politica regionale? Chi può farlo se sono tutti i diretti discendenti di una maggioranza regionale fallimentare e che preferisce non confrontarsi con i territori, salvo poi andare a chiedere i voti?

L’assessore Razza ha sottolineato che questa volta si atterrà al suo ruolo: perché prima cosa faceva o cosa non faceva? Sono espressioni che fanno intendere che la sanità siciliana non avrà anni facili da affrontare.



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