Se questo è un fiume, il mistero dell’inquinamento “lampo” a Triscina
In tanti si sono chiesti come mai il grave inquinamento diffuso in tre quarti di litorale a Triscina, sia sparito nel giro di pochi giorni.
Il mare della borgata castelvetranese aveva presentato valori batteriologici fecali molto al di sopra di quelli consentiti per legge, ma in un batter d’occhio l’acqua sarebbe tornata limpida. A certificare lo scampato pericolo ci sono i risultati di un secondo più recente prelievo, che ha comportato, nello spazio di nemmeno un paio di giorni, il ritiro dell’ordinanza di divieto di balneazione che il sindaco aveva emesso dopo aver ricevuto l’allarmante documento dell’Asp di Trapani.
Ma che cosa c’è dietro questo inquinamento lampo?
Claudio Lombardo, della delegazione di Mareamico Agrigento, non ha dubbi: “Il responsabile di tutto ciò che è accaduto è il Modione! – ha affermato il dottor Lombardo dalla pagina facebook dell’associazione - Questo corso d'acqua raccoglie le acque reflue non depurate di diverse abitazioni e, cosa ben più grave, riceve le acque del depuratore di Castelvetrano mal funzionante. Questa situazione non è più tollerabile!”.
In corso ci sarebbe però un’indagine della Capitaneria di Porto per arrivare a comprendere le ragioni dello sversamento fognario che ha interessato le acque di Triscina.
Soprattutto perché la cosa potrebbe ripetersi, a danno delle migliaia di bagnanti che trascorrono l’estate da quelle parti.
Le condizioni del fiume Modione, che continuano ad essere pessime alla semplice vista, senza bisogno di prelievi ed analisi, sono certamente alla base del danno che è stato rilevato nei giorni scorsi.
Le domande si rincorrono. Ci si è chiesto se lo scirocco dei primi giorni di giugno potrebbe aver spinto a riva quel materiale che invece in altre condizioni verrebbe trasportato in alto mare.
Questo, tra l’altro, spiegherebbe anche il miglioramento avvenuto qualche giorno dopo.
Una cosa è certa: il Modione è fortemente inquinato.
Ma è relativamente corto (27 km) ed attraversa il territorio di appena quattro comuni, Santa Ninfa, Partanna, Castelvetrano e Campobello di Mazara.
La speranza è che le indagini in corso possano portare a qualcosa di concreto. Anche per evitare le comprensibili preoccupazioni dei cittadini per la propria salute e quella dei turisti.
Egidio Morici
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