L'ultima ordinanza e il fallimento di Musumeci nella gestione dell'emergenza Covid in Sicilia
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Niente spiega il fallimento della gestione della pandemia in Sicilia da parte del presidente della Regione Nello Musumeci, quanto l'ultima ordinanza, emessa ieri sera, per il contenimento della pandemia. Partiamo da un'evidenza: la Sicilia è l'unica regione dove la curva del Covid, in questa ondata estiva, ancora non cala. Da soli facciamo un quarto dei contagi in Italia. Altra evidenza: c'è una relazione evidente tra diffusione del contagio e vaccinazione. Il virus gira di più dove i vaccinati sono di meno, e sono i non vaccinati, in questi giorni, ad finire in ospedale e ad occupare al 90% dei casi le terapie intensive.
Detto questo, l'ordinanza di Razza e Musumeci, anche questa volta, è stata annunciata come la fine del mondo, con chiusure drastiche per i territori con meno vaccinati e più contagi, e si è poi trasformata, come sempre, nella solita cosetta all'acqua di rose. Un provvedimento senza coraggio, senza visione, senza strategia, per tirare a campare e vedere quello che succede.
E' così che andiamo avanti da un anno e mezzo, in Sicilia, spalmando morti, aggiungendo posti letto alla bisogna, annunciando opere faraoniche, come il padiglione Covid di Marsala, senza soldi e senza rispetto dei tempi.
La verità è che Nello Musumeci manca ancora una volta di coraggio. Avrebbe dovuto chiudere le zone a rischio, ma come fai a compromettere la stagione turistica? Fateci caso, nelle sue interviste Musumeci non dà mai la colpa ai turisti per l'aumento del contagio in Sicilia, vuole tirare la carretta il più possibile, arrivare magari a Settembre, chiudere la stagione estiva (tanto poi, se i contagi aumentano, si potrà dare sempre colpa alla scuola ...).
Avrebbe voluto Musumeci, dare la colpa ai Sindaci, per quello che sta accadendo. Ma i Sindaci che colpa hanno? Possono arginare il contagio a colpe di ordinanze, mandare i vigili casa per casa a controllare se ci sono feste e festini? Lo stanno facendo, ed è mortificante.
Musumeci avrebbe dovuto commissariare le Asp inadempienti, quelle che non riescono a mandare avanti la campagna vaccinale. Ma le Asp sono gestite da manager e commissari messi da Musumeci e dai suoi alleati. Processare le Aziende Sanitarie significa, per Musumeci e Razza, processare se stessi. Impossibile.
Ecco come nasce questa ultima ordinanza.
Non tutti i siciliani non vaccinati sono no-vax. Questi ultimi sono una rumorosa minoranza che sta sui social a pontificare contro i vaccini. Ci sono, invece, ancora centinaia di migliaia di siciliani che non sono vaccinati per i motivi più diversi e banali: nessuno gli ha spiegato bene quello che accade, non c'è un hub vaccinale vicino casa e non sanno come andare, hanno paura e vorrebbero una parola di conforto in più di un esperto. Per tutte queste persone non è stato fatto e non si fa nulla.
Un'ordinanza coraggiosa avrebbe previsto chiusure nei Comuni a rischio, apertura di centri diffusi per il vaccino, squadre di medici casa per casa, obbligo di green pass esteso. E invece, cosa abbiamo? La mascherina all'aperto, i tavoli tecnici, il divieto di assembramenti. A ciò si aggiunge il fatto che quanto sta accadendo in Sicilia era non solo prevedebile, ma scontato. E non si è fatto nulla per prevenirlo. Ancora una volta l'emergenza è gestita con il caso, con i reparti Covid che nascono da un giorno all'altro, medici richiamati dalle ferie, cittadini a cui vengono negati i servizi essenziali in nome dell'emergenza.
In una delle sue prime interviste in tv sull'emergenza Covid Musumeci attaccò pesantemente il governo che tardava ad inviare le mascherine in Sicilia (eravamo a Marzo 2020, sembra un secolo fa) e queste mascherine non erano di suo gradimento: "Ci mandano a fare la guerra con le fionde" tuonò il presidente.
Adesso, un anno e mezzo dopo, le fionde le fabbrica lui.
Giacomo Di Girolamo
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